giovedì 25 novembre 2010

Liceo Scientifico di Patti, interviene SEL

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, contenente la posizione di Sinistra Ecologia e Libertà in merito alla realizzazione della nuova struttura scolastica pattese.

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Testo del comunicato:

Il Circolo dei Nebrodi di Sinistra Ecologia e Libertà “Pier Paolo Pasolini”, in merito alla realizzazione del nuovo liceo scientifico di Patti, dichiara la propria contrarietà alla soluzione promossa della Giunta Ricevuto e cioè alla locazione con diritto di riscatto di una struttura già esistente. Proprio in queste ore, in città e sul web, verrà diffuso un documento che spiega la posizione del gruppo.
La nostra idea di istruzione e formazione, nonché la nostra idea di società, è molto distante da quella su cui la Provincia sta investendo. Chiediamo dunque che venga sospeso l’iter già avviato – ma probabilmente il bando di gara andrà deserto e si sospenderà da sé – per intraprendere la messa a punto e la costruzione di una struttura moderna, dotata di laboratori all'avanguardia, bio-compatibile, e dotata di un sistema di energie rinnovabili che vada ad incidere sull’impatto ambientale e il contenimento dei costi.
Constatando la sistematica inefficacia dell'azione amministrativa, chiediamo, inoltre, le immediate dimissioni del Presidente della Provincia e agli assessori competenti, in quanto inadempienti rispetto al mandato istituzionale attribuito loro dalla legge regionale 9/86.
Seguendo questo modello, la mobilitazione di SEL Nebrodi, continuerà, quindi, ad evidenziare, su questo ed altri temi, le responsabilità dell’attuale classe dirigente di questo territorio e ad esplicitare proposte concrete e innovative.

Sinistra Ecologia e Liberta - Circolo dei Nebrodi "Pier Paolo Pasolini"


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mercoledì 17 novembre 2010

Al 17 di Novembre (pensiero breve)

Brevissimo. Stranamente.

Voglio solo ricordare a me stesso e al mondo che mi ascolta cosa abbia voluto dire per me il 17 novembre da quando, 16enne, lo organizzavo con corteo, striscioni, cori e concerti.
Il 17 novembre era semplicemente la data in cui per uno studente tutto era possibile. Io sentivo che in quel giorno avrei potuto fare tutto: avrei potuto sfidare ogni cosa, anche la meccanicità intrinseca dei giorni nel "sistema vita", nel "sistema paese". Il 17 novembre era come il vento di liberazione da quelle che per noi, ormai, erano divenute solo carceri: le scuole. Che brutta cosa se le scuole diventano carceri. Ma che fare? di fronte al fatto che siamo solo numeri, ingranaggi o, peggio, punti di una linea spezzata su una tavola di statistica, che fare? Di fronte a diplomifici senza sole e soprattutto senza strutture. Evadere, ma capire la bellezza che sta nella conoscenza... ricercarla nelle forme e nei colori della libertà. Nel concetto di "formazione" distante anni luce da "istruzione". Noi non siamo macchine in fin dei conti, no?
Allora magari era implicita, ma c'era la gioia della conoscenza, della formazione del nostro Io, attraverso la liberazione.
E oggi si, c'è ancora il bisogno di una liberazione - che forse è sempre la stessa che non arriva mai - senza dimenticare il valore di collante e formante sociale della scuola e dell'Università pubbliche. Ci devono essere e devono essere di tutti e per tutti.

Oggi a Messina la piattaforma del 17 novembre è stata lanciata da Rete No Ponte, Movimento acqua bene comune, Unime In Protesta, Udu e CGIL. Quando avevo 16 anni forse non capivo che il diritto allo studio è un bene pubblico collegato a tutti gli altri. Collegato al concetto stesso di "pubblico".
Ed ecco la liberazione: abbiamo bisogno di liberarci da chi ci sta rubando tutti i nostri beni comuni. Ci dobbiamo libeare di quelli che si professano liberali.

L'unica vera istruzione deve essere pubblica. Perché pubblica è la bellezza, pubblica è la conoscenza, pubblica è la vita.

Richiesta di oggi al Governo: storniamo i 12 miliardi di euro dei cacciabombardieri e investiamoli nell'istruzione, nell'università e nella ricerca.

BUON 17 NOVEMBRE A CHI CREDE CHE PARLARE DI CAPITALISMO E ANTICAPITALISMO ABBIA ANCORA UN SENSO.
BUON 17 NOVEMBRE A CHI NON CREDE PIU' IN NULLA.

Sebastian Recupero

martedì 9 novembre 2010

Io c’ero...

Voglio raccontare cosa è successo, e soprattutto cosa ho sentito, ieri al consiglio comunale.

Innanzitutto voglio manifestare tutto il mio rammarico per il fatto che il consiglio comunale, espressione più alta di controllo politico-amministrativo del comune, sia praticamente deserto. Ad assistere all’assemblea “pubblica” c’era un vigile, lì ovviamente per lavoro, due impiegate comunali che facevano va e vieni dai loro uffici, tre “giornalisti” seduti in prima fila, di cui due con una autonomia di appena un’oretta, e quattro cittadini, io compreso. Capisco che molte persone di lunedì pomeriggio hanno da lavorare e capisco anche chi in un pomeriggio libero preferisce fare altro. È anche vero che negli ultimi due anni, da quando assisto più o meno assiduamente al consiglio comunale, non ho mai visto la sala piena. Ma ieri c’era la relazione del sindaco sullo stato di attuazione del programma, tra l’altro l’ultima del sindaco Venuto, e in un paese che si appresta ad andare alle urne dovrebbe essere un evento importante. Siamo da tempo in piena campagna elettorale e quasi settimanalmente si annunciano nuovi candidati e nuovi movimenti politici, ma, ahimè, il centro della politica del paese non vede nessuno di questi nuovi soggetti politici presenti ed interessati...

L’altra cosa, che non si poteva non notare, anche se sembravo il solo ad accorgersene, era il continuo squillare di cellulari, si sono sentite partire almeno una ventina di suonerie diverse (alcune anche più volte), ma nessuno sembrava preoccuparsene, anzi si rispondeva senza nemmeno uscire dall’aula mentre che il dibattito continuava neanche tanto infastidito. A tratti sembrava di essere in un call center, mancavano solo gli auricolari!

Ma andiamo alla cronaca vera e propria tralasciando questi dettagli che evidentemente hanno colpito solo me e che forse è una mia pecca notarli. Non sono un giornalista quindi la mia cronaca sarà inevitabilmente carente e spero di riuscire ad evitare qualsiasi giudizio personale.

Come già ricordato, il primo punto all’ordine del giorno è stata la relazione annuale del sindaco sullo stato di attuazione del programma (tra l’altro cercandolo sul sito del comune non si trova, è presente l’apposito link ma questo è vuoto). Come di routine la parola spetta al sindaco per illustrare la sua relazione e il suo operato. La relazione inizia con la ricerca e il richiamo a tutte le forze politiche per un clima più sereno (si è gia fatta pesante l’aria di campagna elettorale) poi il sindaco ha svariato su diversi punti dall’impegno nei servizi sociali agli investimenti sulla sicurezza del territorio, dell’impegno profuso nel presentare diversi progetti che attendono lo sblocco dei finanziamenti alla costruzione dei parcheggi in via Fratelli Cervi, dal cartellone estivo alla rassegna teatrale di Tindari, dall’imminente inizio dei lavori per il marciapiede in via Trieste a quelli per Piazza Niosi. Per ultimo parla del centro storico affermando: “credo che sia stato una delle poche amministrazioni nella storia che ha investito [...] per il centro storico” citando San Francesco e Palazzo Galvagno.

Alla fine del discorso di Venuto il presidente (Mobilia, Scardino era assente) chiede chi vuole la parola, tra i consiglieri è sembrato cogliere una specie di tentennamento, successivamente ho interpretato quella titubanza come la volontà da parte dei consiglieri di avere l’opportunità dell’ultima parola nel dibattito. È stato, poi, il consigliere Mollica il primo a rompere il ghiaccio leggendo il suo duro commento alla relazionare del sindaco, definendolo: “freddo, stanco e soprattutto rassegnato – e che – non manifesta slancio alcuno per il prossimo futuro di una città messa sotto silenzio da una componente politica che aspira a governare per i prossimi dieci anni, con le stesse metodologie. [...] Finalizzata dalla logica dei numeri, - dominata- dall’incapacità di pensare in grande, da una mediocrità ormai diffusa e riistituzionalizzata, da una parte politica che mi piacerebbe rendesse il conto dell’operato del governo della città ponendo numeri ed iniziative assunte ”. Inoltre rimanda al mittente la causa del clima di violenza politica denunciato dal sindaco e rilancia: “da anni il dibattito è morto e sepolto, per questo abbiamo ritenuto di dover lasciare una maggioranza laddove alcune componenti, con la sola forza dei numeri, sono riuscite a condizionare volontà di cambiamento e silenzio”. Continua Mollica elencando alcuni i punti deboli di questa amministrazione: il progetto del centro storico abbandonato, l’ufficio delle relazioni con il pubblico mai aperto, il riordino della pianta organica non affrontato e la cura del verde pubblico non più gestita dal comune stesso come un tempo. Così conclude: “in quest’ultimo scorcio di mandato dimostri di sapersi scrollare di dosso lacci e laccetti che hanno frenato e caratterizzato il suo operato”.

Il secondo consigliere ad intervenire è stato Aquino, anche lui come sottolineato del collega Mollica, nelle parole del sindaco avverte lo stesso sentore di rassegnazione. Inoltre dichiara che: “nessuna analisi possa farsi della relazione annuale se non la si mette in correlazione con il programma che lei aveva presentato e che gli elettori hanno votato. [...] Un buon politico è quello che se non ritiene, se non è certo, di poter realizzare alcuni obiettivi del proprio programma è bene che non li inserisca.” Lamenta il fatto che il buon progetto di recupero centro storico sia stato redatto solo per “pagare una cambiale politica, di una forza politica che quel progetto aveva fortemente voluto e richiesto più che per reale convinzione”. Definisce il San Francesco come un contenitore vuoto di cui non si evince una chiara destinazione. Ribatte punto su punto la relazione del Sindaco citando l’ultimo cartellone teatrale di Tindari e l’increscioso episodio con vecchioni, la leggerezza nella gestione del cinema comunale, lo stato dell’ufficio tributi, il porto per cui denuncia che “nessun atto amministrativo è stato posto in essere”, il sistema dei parcheggi, la viabilità, il rilancio delle frazioni, il cimitero, la consulta giovanile ancora da istituire, la Villa Romana. In fine, concludendo afferma che dalla relazione annuale non evince nessun progetto di sviluppo perseguito dall’amministrazione in questi quattro anni e che il confronto con il programma pre-elettorale è imbarazzante per cui dà un netto giudizio negativo rispetto all’operato dell’amministrazione.

Il primo a prendere la parola dalla parte della maggioranza è stato il consigliere De Luca il quale ovviamente ha una visione opposta a quella del consigliere Aquino. Parla di traguardi che l’amministrazione ha raggiunto “seppur con una congiuntura internazionale mostruosa”! Lui vede il bicchiere mezzo pieno (anzi pieno a metà) e cita i servizi sociali come un’eccellenza, la stagione turistica, la garanzia dei servizi essenziali, la difesa dell’ospedale e dell’università.

Dopo De Luca la parola passa a Tripoli che prima di tutto richiama i colleghi dell’opposizione, dicendo che alcuni di loro per quattro anni sono stati solo capaci di fare campagna elettorale. Poi dichiara: “questa amministrazione ha lavorato e ha lavorato benissimo per quello che si poteva fare”. Ha citato gli interventi nel centro storico, i servizi sociali e parlando del problema rifiuti ha affermato che il problema è stato ben affrontato.

Dopo tocca a Gigante (dissidente di maggioranza) che evidenzia come il comune è perennemente gestito in stato di emergenza attraverso le ordinanze, evidenziando così una grave incapacità ad amministrare, portando il paese ad arretrare.

Il consigliere Di Dio prende la parola e centra il suo intervento tutto sulla mancata realizzazione di un impianto sportivo a Patti Marina, e sull'abbandono e il degrado in cui questa frazione versa.

Il consigliere Forzano, invece, dopo aver elencato gli attuali impedimenti internazionali: la crisi economica, nazionali: “un’Italia ferma sui binari, ghiantata da 2 anni”, regionali: il quarto governo in 2 anni. Dichiara: “è un grande successo, è un grande successo aver mantenuto l’ospedale in questi anni, aver mantenuto il tribunale, aver mantenuto tutti quegli uffici e quelle sedi è un grande successo, [...] bisogna apprezzare quello che abbiamo”. E auspica per evitare il peggio la collaborazione di tutti a partire dai cittadini, dai giornali e dell’opposizione di cui denuncia uno scarso impegno a favore del paese.

L’ultimo dei consiglieri a intervenire è stato Bonsignore e riprende il primo punto del discorso del sindaco, in cui auspicava il ritorno del vero ruolo della politica. Appellandosi al buon senso di tutti, maggioranza e opposizione, chiede di cambiare questo modo di fare politica per riuscire a cambiare e migliorare l’attuale stato delle cose. Tocca poi il tema scottante dell’edilizia: “Mi sarebbe piaciuto in questo consiglio comunale che qualcuno sollevasse la questione legata alla commissione edilizia, e invece tabula rasa. [...] Sindaco sarebbe stato forse il più grande regalo che tu potevi fare a questa città, quella di sciogliere la commissione edilizia comunale, invece di andare a sostituire 4 elementi della stessa. [...] dobbiamo cambiare rotta pensare in maniera diversa pensare ad un rilancio vero”.

A questo punto prende la parola il Sindaco per fare un intervento conclusivo e rispondere ad alcune questioni sollevate dai consiglieri: “ritengo che da parte dell’opposizione dare un giudizio negativo sull’operato dell’amministrazione, credo che ci sia una grande miopia politica. [...] La politica deve essere in una città il punto vitale fondamentale, la salute della vita democratica di una città. [...] bisogna cambiare metodo, strumenti, comportamenti non solo amministrativi, ma anche sociali. Comportamenti diversi nei confronti della propria città. L’immagine della città non può essere soltanto rilegata al ruolo dell’amministrazione comunale, ma deve essere anche sorretta dai media, dai giornali e dalla stessa società. [...] ho tentato in questi cinque anni a dare a questa città un’immagine diversa con le risorse disponibili, ma nessuno mi può contraddire su questo o sul mio impegno personale quotidiano nei confronti non soltanto della vita amministrativa, ma anche al servizio della società di Patti. [...] per il centro storico ho cercato di dare una risposta, l’abbiamo fatta. Resta il piano particolareggiato, se nel consiglio comunale ci sono le risorse, 350/400.000 €, quelle che servono, dobbiamo fare un concorso di idee? A disposizione non c’è nessun pobblema. [...] Pensare che tutto si poteva risolvere con l’esiguo bilancio comunale, ahimè, questa è miopia politica dell’opposizione.”

Il consiglio ha poi approvato il nuovo Piano Miglioramento dei Servizi della Polizia Municipale e ha rimandato il punto relativo al documento a sostegno dei precari del comparto scuola.

Alle 8 e 30 li ho poi lasciti a dibattere sul punto del riassetto del bilancio perché le quasi 4 ore e mezza mi erano più che bastate...

Carmelo!