lunedì 29 marzo 2010

Dal Consiglio Comunale anche qualcosa di buono...

Premetto che per motivi tecnici questa volta non possiamo fare la sintesi del Consiglio Comunale, come è nostra consuetudine.
Per questo motivo voglio solo esprimere soddisfazione per l'approvazione all'unanimità della modifica dello Statuto comunale con l'introduzione degli artt. 61 bis e 61 ter relativi rispettivamente ai "Beni comunali" e "Gestione del servizio idrico". Soddisfatto perché l'iniziativa intrapresa dal Partito Democratico di Patti, e condivisa subito dall'opposizione senza ricerca di meriti particolari, è stata il frutto della raccolta firme organizzata dall'Associazione NoveMaggio e da Legambiente, cioè da quella parte della società pattese più attiva e vitale. La tematica dell'acqua "bene comune" è stato al centro dell'attenzione di questi ragazzi, compreso il sottoscritto. Tuttavia rimane il rammarico di non aver partecipato alla ratifica della proposta di legge regionale, come altri comuni della Sicilia hanno fatto. Ma forse era chiedere troppo... per il nostro Consiglio comunale.
Altro motivo di soddisfazione è l'approvazione unanime di una deliberazione sulla "Consulta giovanile", progetto nel quale molti giovani pattesi hanno sempre creduto e che per troppo tempo è rimasta bloccata per mancanza di volontà politica. L'Assessore Giorgio Cangemi ci informa che ha già iniziato il giro di consultazioni e che l'iter procedurale - anche lo Statuto della Consulta - è a buon punto.
Dico fin d'ora, e credo che lo stesso Assessore lo abbia capito da tempo, che non avrò difficoltà a ringraziare questa Giunta, se attiverà la Consulta entro il suo mandato.
In fine, a renderci felici è anche la presa di posizione del Consiglio comunale in merito alla "questione Villa Romana": unanimemente, su proposta del consigliere di maggioranza Alessandro, si è approvata una mozione che "impegna l'Amministrazione comunale e tutti gli organi competenti: a porre in essere tutti gli atti necessari alla messa in sicurezza, in tempi brevissimi, delle strutture e dei mosaici del sito; a provvedere al reimpiego di tutte le somme disponibili per lo studio e la realizzazione degli interventi necessari al restauro dei mosaici e delle strutture, alla riparazione della copertura nonché all'esecuzione delle opere di drenaggio occorrende; a favorire nei tempi più celeri possibili, la restituzione alla pubblica fruizione della Villa Romana, provvedendo, altresì ad una migliore promozione del sito; a porre in essere ogni ulteriore azione finalizzata all'accertamento di eventuali responsabilità, anche di ordine erariale, ed al risarcimento degli ingenti danni d'immagine subiti dalla Città, disponendo sin d'ora la trasmissione del presente atto al Procuratore regionale presso la Corte dei Conti della Regione Siciliana".
Il documento si chiude con il preannuncio di forme di protesta clamorose che richiederanno il coinvolgimento dell'intera cittadinanza.
In particolare, oltre a stringersi tutti intorno al problema, e superate le divergenze sull'operato della Giunta - che pur permangono -, i consiglieri comunali, forse per la prima volta, compiono un gesto di grande peso politico: contesteranno fortemente - così almeno spero - l'operato della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Messina, ponendosi contro questa, in una posizione di aperta critica.

Fin qui sembra un Consiglio comunale "tutto rose e fiori". Ma ovviamente non poteva esserlo. E comunque è giusto che non lo sia forzatamente.
Il sottoscritto ha lasciato l'aula del Consiglio comunale alle 21.40, a seguito dell'interruzione della seduta, per mancanza di numero legale, al momento della votazione su una mozione comune (o forse no, non si è ben capito) che impegnasse l'Amministrazione a risolvere il problema della scarsa qualità della mensa scolastica.
Con il punto n.6 all'Odg, l'opposizione consiliare interrogava la Giunta sul funzionamento del servizio di mesa. In particolare, veniva fatto notare in modo bipartisan (Aquino, Gigante, Tripoli), e mediante il racconto di alcuni episodi, come la qualità del cibo destinato ai ragazzi delle scuole pattesi sia stata fin'ora molto deludente. Il Consigliere Gigante, inoltre, poneva l'attenzione su questioni sindacali, citando una sentenza del 24 gennaio 2010 (ma, colpevolmente non l'abbiamo ancora reperita e non sappiamo dirvi di quale tribunale si tratti) che parla dei dipendenti comunali e del loro avanzamento di grado. Egli sostiene che, alcuni dipendenti un tempo impiegati al servizio di mensa comunale e poi trasferiti ad altro incarico, siano stati avanzati di grado senza aver beneficiato dell'aumento di stipendio previsto per legge. Per questo motivo parla di sfruttamento della manodopera. Il consigliere conclude ribadendo la sua volontà - e dunque la richiesta al Consiglio - di ritornare alla gestione pubblica comunale del servizio di mensa, reintegrando, in base all'altra competenza, tutti coloro che ci hanno già lavorato e che adesso si trovano a fare cose totalmente diverse. Proprio su questo punto si divide in Consiglio, anche se per qualcuno non sarà mai evidente fino al momento del delirio.
Il delirio si scatena a seguito del primo rientro in aula dopo la sospensione concessa per redigere documento comune. Nel documento non c'è espressa volontà di tornare alla gestione pubblica: solo dopo grida, parole forti, abbandoni e rientri in aula, si capisce che alcuni consiglieri potrebbero sostenere ancora il servizio privato perché l'obbiettivo è semplicemente avere una mensa di qualità. Concetto espresso chiaramente da Forzano: "Che lo faccia il pubblico o il provato non importa. A me interessa che i bambini mangino bene". Ma a Gigante continua a non andare giù. Si produce allora un altro documento, che però non è condiviso da molti consiglieri, soprattutto di maggioranza. E' bagarre. Seguirà sospensione per mancanza di numero legale e rinvio della seduta ad un'ora, sempre con la maggioranza del 50 percento più uno. Io, come credo quasi tutti i consiglieri, non sono più tornato. Lo statuto prevede allora che si ritorni il giorno dopo con la maggioranza dei 2/5. Ma anche in quella occasione non sono potuto intervenire e per questo motivo non posso raccontarvi cosa sia successo.

Ora, al di là del giudizio politico nel merito, quello che non va giù a me è l'inaccettabile incertezza procedurale con la quale si è operato venerdì scorso. Il Presidente vicario (consigliere anziano) Nino Mobilia, non è stato capace di tener ordine nel Consiglio (beh, forse era pure impossibile), ma soprattutto non è stato capace di chiarire, su base statutaria, come si dovesse votare e cosa. La bagarre, con un Gigante un po' sopra i toni e la follia generale, si è scatenata perché non si sapeva quale dovesse essere il documento da votare prima: quello redatto durante la prima sospensione, in modo quasi comune, ma che non piaceva a Gigante... o quello che si è prodotto dopo, a seduta in corso, e che prendeva una posizione più netta?
Io non lo so come si dovesse procedere (ma vi assicuro che mi informerò), tuttavia ripeto: è inaccettabile che non lo sapessero loro.


Sebastian Recupero

sabato 27 marzo 2010

Centro storico: una bella passeggiata

Percorso numero uno: da San Michele a San Francesco.

Cominciamo la nostra passeggiata dal quartiere San Michele dove possiamo trovare l'unica porta d'accesso alla città rimasta in piedi: per l'appunto la Porta San Michele (come potete leggere nel cartello divelto). Non è difficile individuare sulla Porta San Michele dei getti di cemento - serviti per arginare il peggio - un po' di monnezza e tanta vegetazione.
Oltre a frammenti, rottami, sporcizia et similia (cosa documentata ampiamente nelle foto che trovate nella homepage, in alto), risalendo la discesa Fontana è da notare come erbacce che fuoriescono dalla spiccata vegetazione del campetto di calcio sovrastante, "arricchiscano" un bel muro (la scalinata adiacente a questo muro ci conduce a San Francesco, meta del viaggio di oggi).

Convento di San Francesco.
Cominciata a costruire intorno al 1222, probabilmente per opera di San Antonio da Padova (come ricorda anche l'iscrizione, voluta dal vescovo Vincenzo Napoli nel 1622, sul portone d'ingresso: "Sancto Antonio Patavino fundatori"), questa struttura appena restaurata, attende solo l'inaugurazione prima di divenire un polo culturale di tutto rispetto.
Ad oggi, al di là di una sua prospettiva panoramica, è così:


Non discutiamo della vegetazione: quella si potrebbe estirpare, con un po' di volontà, in tutto il centro storico. Qui lo si farà in prossimità dell'inaugurazione (dicono a brevissimo, mancano gli arredi). Ma vogliamo fare i complimenti a chi ha ristrutturato il Convento: dopo meno di due anni dal termine dei lavori è già presente umidità in tutte le pareti. Costo: 1 milione di euro.
Per l'ennesima volta i soldi pubblici vengono spesi malissimo.
Tutto ciò è dedicato a noi. Noi che pensiamo che ristrutturare e restaurare non voglia dire "risolviamo tutto a colpi di intonaco", cosa già vista soprattutto alla Vecchia Pescheria al palazzo del Consorzio Tindari-Nebrodi.

Redazione

venerdì 26 marzo 2010

Scorrimento veloce: dopo lo stop al finanziamento si muovono i sindaci

A seguito dell'esclusione dal piano strade della Provincia di Messina del secondo lotto della strada a scorrimento veloce Patti-Taormina (lotto che dovrebbe giungere a Colla Maffone, Librizzi) perché il progetto non è stato presentato come prosecuzione di opera esistente, la mobilitazione politica si fa, forse, più forte. Speriamo.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'Ufficio stampa del Comune di Patti.
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Testo del comunicato:
Piano Strade: giovedì prossimo incontro con il Presidente della Provincia
on. Nanni Ricevuto.

Dopo l’esclusione dell’intervento nr. 14 del Piano strade inerente lo “scorrimento veloce Patti (A20) -S. Piero Patti” secondo lotto, da parte dell’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, i sindaci di Patti, Giuseppe Venuto, di San Piero Patti, Ornella Trovato, di Montagnareale, Anna Sidoti, di Librizzi, Renato Cilona e di Montalbano Elicona, Giuseppe Simone, hanno chiesto ed ottenuto un appuntamento con il Presidente della Provincia regionale di Messina, on. Nanni Ricevuto per ribadire l’importanza che riveste, per l’hinterland e non solo, la tratta viaria in questione. L’incontro si terrà a Messina, presso Palazzo dei Leoni, giovedì 1° aprile alle ore 11.

Patti, 26 marzo 2010
L’Ufficio Stampa
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Redazione.

mercoledì 24 marzo 2010

Un popolo senza memoria

E' una strana sensazione quella che si percepisce camminando per le vie del centro storico pattese.
Quando si parla di centro storico, viene da pensare ad antiche piazze, palazzi secolari, chiese maestose e quant'altro. Il tutto protetto e salvaguardato, come un prezioso gioiello da custodire e ammirare.
A Patti, invece, si vaga tra le macerie.
Si è detto tanto in merito, da chiunque. Ma in questo momento non ho voglia di soffermarmi a scrivere di responsabilità individuali, cattiva amministrazione, inciviltà collettiva.
Vorrei solo far notare quello che stiamo perdendo, e non si tratta soltanto dei resti della Porta San Michele, dell'antica cinta muraria o della fontana Napoli. C'è molto di più.
La nostra storia, le nostre radici, scorrono attraverso quei vicoli, tra ruderi e erbacce. Il nostro passato è lì, sopito tra abbandono e degrado. E un popolo che dimentica il proprio passato, è un popolo senza futuro.
E' quindi questo il destino che attende l'antico cuore pulsante della nostra città? Di diventare sempre più un ghetto di periferia, tra palazzi che crollano e strade invase dalla vegetazione?
Vorrei tanto rispondere negativamente alla domanda, ma fino a quando si continuerà a ragionare sull'immediato, ci si limiterà a tappare qualche falla, e non si prenderà coscienza della reale importanza che quei luoghi costituiscono per l'intera collettività, ciò che si profila all'orizzonte mi porta a richiedere notevoli sforzi alla mia speranza.

Giuseppe Calabrò

martedì 23 marzo 2010

Monnezza e malcostume: non ci dormo la notte.

[Pensieri e parole di mezzanotte]

Forse la stiamo prendendo alla leggera, oppure come al solito per non pensare al problema facciamo finta che non esiste. Lo spostiamo sempre un po' più in là.
Sono anni oramai che, insieme a tante altre persone, ho maturato preoccupazioni notevoli sul futuro del ciclo rifiuti in Italia, ma soprattutto in Sicilia. Tuttavia in queste sere, un po' insonni - come spesso mi capita - le riflessioni su un futuro tecnologicamente diverso, che ci aiuti a produrre meno rifiuti, lasciano il posto all'amarezza che provo nei confronti dell'inerzia del cittadino siculo.
Ho detto più volte di come questa nostra terra sfugga ad ogni regola della sociologia e della statistica nella mancata adesione ad un'alternanza politico-amministrativa. Proprio a seguito di questa riflessione possiamo incanalarci in un'analisi di tanti altri fatti: non per ultimo la questione rifiuti. Pare che il siciliano, come qualsiasi cittadino del mondo, sia incline a lamentarsi se qualcosa non va bene; purtroppo però, a differenza di altri, trova sempre la scusa buona per non volere il cambiamento. Per non provare nemmeno.
Io credo che una buona parte dei cittadini residenti nel comprensorio, quindi utenti dell'Ato 2 Me - chi più, chi meno -, in fin dei conti, non abbiano capito di chi è la responsabilità di quello che sta succedendo, e , verosimilmente, se l'ha capito non gli interessa. Gli interessa solamente che tolgano l'immondizia dalle strade.
Però vorrei spiegare sinteticamente cosa sta succedendo. C'è una tariffa illegittima, la TIA (qualcuno l'ha inventata), nata con il passaggio di competenze dai comuni agli Ato(qualcuno li costituiti sul territorio), e c'è un debito fortissimo dell'Ato Me 2 nei confronti delle discariche (per il conferimento rifiuti) e delle ditte che effettuano la raccolta e il trasporto (da noi la GESENU). Alcuni comuni come Patti, per tamponare l'emergenza, hanno stanziato delle risorse che poi dovrebbero essere restituite dall'Ato. Ma francamente non si sa quando.
I debiti ci sono perché la gente non ha pagato le bollette. Molti, appassionati di contenziosi e sconti frontali - alle volte giustificatissimi - con le istituzioni, non hanno pagato per i motivi legali di cui sopra; altri, forse, non hanno pagato per motivi di comodo. E' vero quanto dice il consigliere Aquino: la tariffa è illegittima, quindi non ci sono "furbetti" tra gli individui che non pagano, ma solo gente che gode di un diritto. Tuttavia questo facile populismo - non me ne voglia l'opposizione consiliare - non mi tranquillizza nemmeno un po' sulla sensibilità maturata dai cittadini adulti di questa nostra Provincia in materia di rifiuti e, in generale, di responsabilità sociale.
Per altro vorrei ricordare, come dato di fatto e senza esprimere giudizi, che per il momento, con la scusa di una tassa illegittima, i cittadini non stanno pagando per un servizio che hanno ancora. Non stanno pagando nemmeno una tariffa minima. Ha ragione Aquino a denunciare che è stato un errore incaponirsi sull'imposizione della TIA, però per onestà bisognerebbe dire anche chi si è incaponito e chi ci ha portato a questo punto. Da Cuffaro a Lombardo da Leonardi a Ricevuto, sono tutti amici vostri. Se poi vogliamo parlare solo dei consigli d'amministrazione dell'Ato diciamo che "i pezzi grossi"(i sindaci di Barcellona, Milazzo e altri comuni) e tutti i dirigenti che sono stati piazzati all'interno, mi pare che abbiano qualcosa a che fare con il centro-destra.
Chi è responsabile paghi.

Il punto è che quando finirà l'emergenza - perché si troverà, come al solito, qualche soluzione onerosa per la Regione o lo Stato - i soldi che mancheranno ai servizi e allo sviluppo costituiranno un problema che noi adesso sottovalutiamo. Insomma, i soldi sono sempre gli stessi e, "gira, vota e furria", sempre dai cittadini vengono: il danno prodotto dalle nostre amministrazioni e dai nostri politici, prima o poi verrà fuori. Senza pietà.
Quindi cosa voglio dire? Che per ora la classe politica, per tutelarsi, attua un rimpallo di responsabilità e, chi a destra chi a sinistra, fa apparire normale ciò che normale non è. Mi scandalizza un po' - ormai non più di tanto - che la gente non si sappia scandalizzare più se un consigliere comunale, o provinciale, può dire con molta nonchalance che gli Ato hanno rappresentato, in Sicilia, un sistema di spartizioni, clientele e affari mafiosi. Insomma un dato assunto tranquillamente, senza che se ne faccia percepire l'immoralità e l'illegalità. E per altro, alla fine, pare non sia colpa di nessuno.
Beh, credo che diventerò pazzo molto presto, di questo passo. E tanta altra gente con me.

Vedo che al momento ci si impegna a dire, tranquillamente, che ci hanno "mangiato" un po' tutti, che c'è stata "un'allegra spartizione" e , per distogliere l'attenzione dalle responsabilità dei politici nostrani (un po' di tutti i partiti), si pensa a litigare sulla tariffa. A giocherellarci.
A Patti i politici dell'opposizione affermano che i cittadini fanno bene a non pagare, ma si dimenticano che i loro referenti regionali e provinciali sono gli autori del disastro; alcuni politici della maggioranza, invece, attaccano i cittadini - fatta esclusione, di certo, per il consigliere Gigante, sempre molto chiaro, seppur infruttuoso nella sua posizione.
E sulla maggioranza, come mi è solito fare, qualche parolina bisogna spenderla. Sarò più breve del solito: mi basta dire che in vista delle amministrative del prossimo anno, un centrosinistra fasullo come quello di casa nostra, che pare si voglia apparentare con forze e potentati politici del centro-destra, non può rischiare di parlare troppo. Non si sa mai. Infatti, tolto Gigante, la banda Gullo-Venuto non fa molti richiami politici. L'autonomismo ha dato il via all'unione di tutti con tutti per difendere le poltrone e dimenticare i fallimenti. Purtroppo però (lo dimostrano i botta e risposta di questi giorni), chi gioca col fuoco prima o poi si scotta.
Ma torniamo alle bollette e ai rifiuti.
Personalmente ritengo che le bollette vadano pagate sempre, anche quando sono inique, come in questo caso. Forse mi sbaglierò, ma non riesco a vedere le istituzioni come nemiche dei cittadini (come invece qualche genitore, in modo frettoloso e superficiale, continua a insegnare ai figli), e so bene che tutto ciò che si fa, viene fatto per il cittadino. Quando così non è, quando sento di aver subito un'ingiustizia, solo dopo aver dimostrato di avere la coscienza a posto, io, cittadino, acquisisco il diritto di protestare, anche duramente. Ma su questo sarò onesto: forse lo penso solo io e forse non è sempre accettabile. Tuttavia come biasimare, in questo momento di crisi, chi può risparmiare qualche cosa. Come biasimare chi deve fare i suoi interessi e non vuole consentire che solo i politici facciano i propri.
Dunque fate bene: non pagate! E' la giusta punizione per la classe politica incapace e corrotta che ci ritroviamo!
Io sono con voi cari conterranei, vi sostengo. A patto che non votiate più con gli occhi chiusi e la speranza di avere le tasche riempite senza merito o senza sforzi.
A patto che vi decidiate a provare...il cambiamento.

Siccome ci attendono ancora tempi difficili,
buona monnezza a tutti.

Sebastian Recupero

venerdì 19 marzo 2010

Convocato il Consiglio comunale

TESTO DEL COMUNICATO STAMPA:

Consiglio comunale convocato per venerdì 26 marzo alle 16.
Il presidente del Consiglio comunale, prof. Pietro Scardino, ha convocato, in seduta ordinaria, il civico consesso per venerdì 26 marzo alle ore 16 presso la Sala consiliare di piazza Scaffidi.
Nella predetta riunione saranno trattati i seguenti argomenti:

1) Riconoscimento debiti fuori bilancio – ai sensi dell’art. 194 comma 1 lettera A) del D.Lgs. nr. 267/00 – spese relative a contenzioso c/o il Giudice di Pace avverso verbali Polizia Municipale (su richiesta del sindaco);

2) Riconoscimento debiti fuori bilancio - ai sensi dell’art. 194 comma 1 lettera A) del D.Lgs. nr. 267/00 – Natoli Sebastiano (su richiesta del sindaco);

3) Villa Romana di Marina di Patti – Situazione di degrado – Iniziative da intraprendere e salvaguardia (su richiesta del consigliere Aquino +6);

4) Mozione “Consulta Giovanile Cittadina” – Istituzione (su richiesta del consigliere Bonanno +7);

5) Modifica “Statuto servizio idrico integrato comunale” (su richiesta della 1^ commissione consiliare);

6) Servizio di mensa per le scuole materne, primarie e secondarie di primo grado. Discussione in merito (su richiesta del consigliere Aquino +6);

7) Mozione “Istituzione Sezione Polizia Autostradale a Patti” (su richiesta del consigliere De Luca +3);

8) Mozione “Processo sgravi fiscali nei confronti delle unità immobiliari e delle attività commerciali del centro storico, inizio iter processuale al fine di individuare il centro storico quale possibile “zona franca” per lo sviluppo economico-sociale dell’area (su richiesta dei consiglieri Tripoli e Mobilia).

Patti, 19 marzo 2010
L’Ufficio Stampa

martedì 16 marzo 2010

Sintesi del Consiglio Comunale del 16 Marzo

ATTENZIONE: Questo articolo ha subito delle modifiche successive alla data della sua pubblicazione. Ci è stato fatto notare che nelle nostre sintesi spesso non risulta riportata la voce di un gruppo politico. Per questo motivo, a seguito di questa segnalazione, ed esclusivamente nel senso della completezza dell'informazione, abbiamo deciso di integrare, come è giusto, quello che distrattamente e senza nessuna volontà oscurantista era stato omesso.

La seduta di ieri del Civico Consesso si apre con un minuto di silenzio in memoria dell'avvocato Enzo Fragalà, ex parlamentare palermitano, barbaramente ucciso qualche settimana fa all'uscita dal suo studio legale.
La discussione dell'aula si apre con il punto n.8 dell'Odg (Università degli studi. Corso di Laurea in Giurisprudenza. Situazione attuale e prospettive future. Discussione in merito) a seguito della votazione sul prelievo per la trattazione prioritaria dello stesso.
Dopo l'esposizione dell'argomento da parte del consigliere Aquino e il dibattito con il Presidente in merito alla autoconvocazione del Consiglio recante questo punto all'ordine del giorno - Scardino spiega che ha considerato questo punto integrato alla prosecuzione del Consiglio della scorsa seduta -, seguono le precisazioni di Forzano e Arlotta che ricordano di essere stati, per primi, i promotori di ordini del giorno in merito alla risoluzione delle problematiche legate alla sede universitaria. Il consigliere Molica (Progetto Patti), inoltre, precisa che gli unici che hanno creduto fino in fondo al progetto e che vanno davvero ringraziati sono i componenti della Curia.
E' il sindaco Venuto a fare il punto, chiamato in causa dall'opposizione, in questa seduta: "Dopo numerosi incontri, il 3 marzo è stato inviato a tutti i comuni e agli enti previsti, la versione definitiva dell'accordo di programma per la compartecipazione finanziaria alla gestione della sede universitaria di Patti. Al momento attuale hanno ratificato il comune di Librizzi, il comune di Ficarra e il Consorzio intercomunale Tindari-Nebrodi. Inoltre la Provincia di Messina, dopo un incontro con il Presidente Nanni Ricevuto, ha confermato la sua adesione e il suo contributo per l'importo di 40 mila euro. Siamo certi che in tempi brevi tutti gli altri comuni ratificheranno e sappiamo che alcuni stanno provvedendo già in queste ore. Per quanto riguarda l'interruzione delle lezioni, ho sollecitato il Preside Berlingò a farle continuare, facendomi garante, a nome della Giunta, dell'anticipo delle somme. Ma il Preside mi ha risposto che forse era il caso di aspettare una decina di giorni per la firma degli dell'accordo da parte di tutti i comuni. Infine, per quanto riguarda il debito pregresso nei confronti dell'Università di Messina, stiamo per ultimare i conti, dopodiché provvederemo a saldarlo".
Il consigliere Aquino si mostra fiducioso, ma ricorda che probabilmente sarebbe stato il caso di pensare prima a quello che sarebbe potuto succedere sobbarcandosi da soli una spesa così onerosa e accusa la Giunta Venuto di aver lavorato solo tardivamente all'ipotesi del Consorzio - comunque al momento accantonata - che avrebbe garantito anche dei finanziamenti pubblici, come è stato fatto - seppur si tratti di una fattispecie diversa - a Montalbano Elicona.
Prima dell'interruzione, richiesta dal consigliere Di Dio per redigere un documento da votare, il consigliere Tripoli, dai banchi della maggioranza, chiede l'impegno della Giunta per l'apertura di uno sportello della Segreteria dell'Università a Patti, cosa di grandissima importanza e che fino ad oggi è mancata.
Al ritorno in aula il dibattito si fa politico e, chi per un motivo chi per un altro, accusa la parte politica avversa di pretestuosità e strumentalizzazione. L'elemento scatenante è la richiesta di votazione di un documento che impegni l'amministrazione a fare tutti gli sforzi possibili, anche dal punto di vista economico, per la ripresa delle lezioni e per il raggiungimento dell'obiettivo successivo, cioè la formazione di un consorzio o di una fondazione. Il documento sostanzialmente chiederebbe alla Giunta di farsi carico delle spese necessarie, in caso di ulteriori ritardi, per far riprendere le lezioni e di attivare un percorso per il coinvolgimento di enti privati. Tripoli e De Luca non vedono l'utilità di questa votazione e a quest'ultimo appare strano che l'opposizione voglia fare approvare un suo documento su cose su cui tutti sono d'accordo. Anche il consigliere Molica esprime il suo disappunto precisando che non ci sono più i toni giusti per un discorso politico serio e facendo percepire la contrarietà a un documento, a suo modo di vedere, decisamente infruttuoso.
Nel frattempo si pensa di operare alcune modifiche e Aquino propone sospensione per redigere un documento comune. Il ritorno in aula non muta la situazione.
Il Sindaco, che interviene su richiesta del consigliere La Macchia, invita il Consiglio a non approvare alcuna deliberazione in merito perché il fatto potrebbe condizionare la ratifica dell'accordo da parte di alcuni comuni.
Gigante reclama l'autonomia del Consiglio comunale: "non abbiamo bisogno di mamma o papà"; La Macchia spiega che gli servivano chiarimenti; Forzano ribadisce che per la maggioranza si tratta di un atto pretestuoso dell'opposizione. Aquino è 'attonito': "Approvare questo atto non è fare la 'primadonna', non è una fuga in avanti. Una fuga in avanti forse si è fatta nel 2004, quando si è andati troppo spediti, e poco curanti dei problemi, nell'impegnare economicamente il comune con l'Università!"
Probabilmente l'unico problema del documento potrebbe essere relativo alla parte che impegna il Comune ad anticipare le somme necessarie per la ripresa delle lezioni, cosa che potrebbe far temporeggiare gli altri. Per quest'ultimo motivo Gigante chiede che vengano stralciate alcune righe dal documento, ma vista l'indisponibilità dei Consiglieri di maggioranza a qualsiasi deliberazione in proposito, si vota il testo integrale: bocciato (8 a 7).
La richiesta di prelievo di Gigante, approvata dal Consiglio, fa si che si parli adesso del punto n. 3 (ATO Rifiuti Me 2 – Situazione complessiva del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Mantenimento del servizio e salvaguardia dei livelli occupazionali).
Il consigliere Aquino espone l'argomento rifiuti e pone alcune domande al Sindaco e alla Giunta: "oltre al problema della raccolta - ricorda - c'è il problema occupazionale". Il consigliere chiede al Sindaco come intende procedere nel caso in cui gli operatori ecologici assorbiti dalla GESENU, verranno licenziati; tutto ciò anche a fronte di una sentenza del Tribunale di Patti che sancisce il reintegro in organico dei lavoratori, nei comuni di provenienza.
Il Sindaco fa il punto della situazione: parla del problema delle discarica chiusa a Mazzarà Sant'Andrea, dei debiti dell'Ato, della riscontrata illegittimità della tariffa TIA, ma sottolinea il buon operato della Giunta sulla gestione dell'emergenza e anche all'interno dell'ATO, anche a seguito dell'elezione del nuovo Presidente. E sui dipendenti a rischio licenziamento dice:"Prevedemmo già nell'atto di deliberazione sull'Ato un meccanismo di reintegro degli operai. Quindi qualora fossero licenziati, il comune li riassumerebbe automaticamente".
Il consigliere Molica interviene per ricordare che il problema più importante per le amministrazioni future sarà quello del debito: a questo proposito chiarisce che se la tariffa è illegittima, i cittadini che non hanno pagato non sono affatto classificabili come "furbetti", come qualcuno pensa.
Segue l'intervento del consigliere Forzano che chiede con forza che si insista di più sulla raccolta differenziata e che si intervenga per quanto riguarda la morosità dei cittadini: sostiene che le bollette dell'Ato andavano pagate, e solo dopo, si sarebbe potuto chiedere l'eventuale rimborso.
Ma è il consigliere Gigante a centrare il punto: "la gestione del ciclo dei rifiuti è stato fin'ora un sistema mafioso e clientelare. Sistema con cui il centro-destra, alla Regione (soprattutto con Cuffaro) e alla Provincia (con le amministrazioni di Barcellona e Milazzo a giocare un ruolo chiave), ha operato una spartizione di posti di lavoro, compensi e ruoli politici". Inoltre Gigante accusa il Sindaco Venuto di non essere stato abbastanza duro e deciso nell'affrontare questa situazione concludendo che, per quanto riguarda i dipendenti GESENU, se venissero licenziati il comune non saprebbe bene come procedere: quindi bisogna cominciare ad attivarsi.
E' Aquino a chiudere la discussione e, prima di sospendere la seduta per redigere un documento da votare, ricorda come questa fase storica sia molto importante per il futuro della raccolta rifiuti in Sicilia e invita l'amministrazione comunale di Patti a collaborare, formulando anche pareri o proposte, alla riforma regionale che è in discussione all'Ars in queste ore. Il consigliere chiude l'intervento con due punti fondamentali. Il problema del debito, che ricorda essere dovuto più al mancato pagamento delle bollette che ai costi dell''allegra spartizione' di cariche amministrative, e il problema della riassunzione dei dipendenti Gesenu.
Innanzitutto chiarisce che "chi non ha pagato la TIA, non ha pagato nel godimento di un suo diritto assoluto, a fronte di una granitica giurisprudenza sull'illegittimità della tariffa" e che ad aver sbagliato sono stati gli amministratori che si sono incaponiti nel far pagare questa tassa; poi conclude che i dipendenti della Gesenu non potranno essere reintegrati nell'organico del comune perché non ci sono più i posti necessari, occupati in questi anni da una Giunta che, da settembre scorso, svia il dibattito e temporeggia rispetto alla revisione della pianta organica.
Dopo la sospensione, il documento promosso dalla minoranza consiliare, non viene approvato.
Sono le ore 21.10 la seduta è rinviata, presumibilmente, al26 marzo.

Sebastian Recupero

lunedì 15 marzo 2010

Ad un anno dalle elezioni amministrative, la Giunta apre gli occhi su Tindari

Ecco il testo del comunicato pervenutoci tramite casella di posta elettronica:

Presentata richiesta di autorizzazione per lavori cavea al Teatro di Tindari.

Il sindaco di Patti, Giuseppe Venuto, ha inoltrato - presso la Soprintendenza per i Beni Culturali di Messina – richiesta di autorizzazione al fine di procedere all’esecuzione dei lavori necessari per la messa in opera della cavea del Teatro Greco di Tindari, rispettando la rilevanza artistica dell’immobile. Considerato che, come ogni anno, il Comune di Patti organizza rappresentazioni teatrali di grande rilevanza artistico-didattica-culturale, che prenderanno il via nei primi giorni del mese di maggio, con tale istanza si dovrebbe procedere anche ad un incremento di posti a sedere, passando dagli attuali 1500 a 2200.

Patti, 15 marzo 2010
L’Ufficio Stampa

_____________________________________________ Il commento

Tempestivi non di certo. Opportunisti forse. Inconcludenti molto probabilmente.
A prescindere dal giudizio sulla tempistica di certe operazioni (attendiamoci, a breve, anche qualche strada asfaltata in più) il giudizio sul fatto in sé non è del tutto negativo.
C'era bisogno di intervenire sulla struttura del Teatro greco, di sistemare le gradinate e c'è bisogno di fare pulizia tutt'intorno. Lo diciamo da sempre. Quindi, questa richiesta di autorizzazione del comune, non è un passo negativo.
Tuttavia l'iniziativa dell'odierna amministrazione comunale ci apre gli occhi sulla incapacità avuta nei nove anni appena trascorsi. Una incapacità e un pressappochismo dimostrati su molti fronti.
Qualche giorno fa ci è pervenuto anche il comunicato stampa relativo alla edizione 2010 della rassegna "Tindari Teatro Giovani" organizzata dal Liceo Classico e Scientifico (quest'ultimo, probabilmente ancora per poco) di Patti. Ebbene non ne abbiamo dato notizia perché non pubblichiamo gli spot. A tal proposito è necessario ricordare che per anni questa manifestazione non è stata proprio il "fiore all'occhiello" dell'amministrazione di Patti - come loro ci hanno comunicato - bensì una operazione fatta a metà, investendoci, probabilmente, poco denaro e poca voglia. E lo dico perché posso dimostrare che effettivamente l'attenzione non è stata abbastanza: io, anche se per pochi anni, ho fatto parte dell'iniziativa. E con me tantissimi altri ragazzi che recitavano negli spettacoli teatrali proposti dal laboratorio del Liceo. Abbiamo visto di persona montare il palco del Teatro di Tindari uno o due giorni prima del'inizio della manifestazione. Abbiamo lottato per schivare chiodi e buche, su quel palco. Abbiamo visto passare cani (che rubavano anche i microfoni) e mucche dietro di noi durante gli spettacoli. Abbiamo visto gente che faceva il parapendio ed elicotteri che sorvolavano proprio l'area interessata, anche a quote basse.
Diciamo che il fiore all'occhiello è un'altra cosa.
Certo, sono sereno nell'affermare che c'è stato uno sforzo della Giunta Venuto per fare andare avanti questa manifestazione e credo, altresì, che il Sindaco e gli assessori ci tengano molto. Tuttavia sono altrettanto certo che non si siano usati gli strumenti giusti per rendere "Tindari Teatro Giovani" un progetto serio.
Per onestà intellettuale, devo ammettere che è troppo facile criticare tutto quello che fanno gli altri: per questo motivo mi sento in dovere di non infierire, ulteriormente, su questa iniziativa. Ma.. (c'è un ma..) non potrò mai smettere di criticare il metodo e la capacità politica che certe operazioni fanno emergere.
Il metodo è fallimentare: non c'è la progettualità per il futuro e di anno in anno si procede a tentoni. Oltretutto non c'è abbastanza concertazione tra le parti (lo ripeterò sempre).
La capacità politica è quella che riesce ad applicare un metodo per raggiungere obiettivi. Ma la capacità politica si percepisce nella focalizzazione degli obiettivi, prima che nel raggiungimento degli stessi. Ecco: questa amministrazione comunale non ha obiettivi. O comunque non ha obiettivi veri.
Così, anche per tutte le altre attività connesse al Teatro Greco, la mancanza di obiettivi condurrà, presumibilmente, ad un fallimento.

Sebastian Recupero

venerdì 12 marzo 2010

“Libertà è Partecipazione”

«Il fine giustifica i mezzi». Più volte, ultimamente, questa frase mi è stata ripetuta. In diverse situazioni, per diversi motivi. A un certo punto ho cominciato a chiedermi se davvero il fine giustifica i mezzi, se questo concetto sia “relativo” come un po’ tutte le belle frasi ad effetto di cui spesso ci si appropria o se in sostanza sia solo una coperta di linus, un modo per legittimare tutto, sempre.

Poi ho cominciato a chiedermi in virtù di quale fine sarei disposta a giustificare qualsiasi mezzo pur di ottenere quello che voglio. Sicuramente, non sono disposta a rinunciare a credere che le cose possano cambiare e che io, nel mio piccolo, possa dare anche un minimo segnale che ciò è possibile, che ci vuole solo tenacia.

Sembreranno due righe di stupidaggini buttate giù retoricamente. Belle parole che non significano niente.

Si. Possibile. Ma mi innervosisco quando mi si dice che bisogna adeguarsi al sistema, che quello in cui credo è datato, è inutile. Io credo nella gente, credo nella forza dei giovani. E, dato che io ho 24 anni non posso non credere in quello che scrivo.

Io credo nel diritto e nei diritti che ognuno di noi deve imparare a conoscere e far rispettare. Uno su tutti il diritto al libero arbitrio, alla libera scelta. Abbiamo il dovere verso noi stessi e verso le generazioni future di scegliere e di non adeguarci a un sistema marcio e decadente.

Credo nei giovani e nei più piccoli. Credo nell’educazione alla politica, alla libertà, alla legalità. Riappropriarsi del senso più alto di essa vuol dire cominciare a costruire qualcosa di nuovo, cominciare una metamorfosi che non può non partire dai giovani, dai “piccoli”.

La rivoluzione oggi è educazione, è partecipazione. Partecipare è tutto ciò che ci viene chiesto. Interessarci. Ascoltare. Capire. Anche la nostra Patti ha bisogno di una metamorfosi. E la gente ha bisogno di credere che sia possibile.

Alla fine di questo sfogo, mi viene in mente un’altra bella frase ad effetto, che non ha niente a che vedere con la machiavellica teoria di apertura, ma che si addice perfettamente all’aria che si respira da un paio di anni a questa parte nella nostra appassita città: «Se la gioventù le negherà il consenso, se i siciliani la considereranno nemica, anche l’onnipotente misteriosa mafia svanirà come un incubo (Paolo Borsellino) ».


Valentina Martino

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Come promesso, questo blog pubblica gli sfoghi e i pensieri dei giovani della nostra città. Non tutti, per carità: non perché non sia un blog democratico, ma perché alle volte i giovani non sono più giovani. Cominciano a ragionare come la società vuole che essi ragionino e si distinguono per sorrisi saccenti e furbi che ricordano molto uno stato di natura hobbesiano. Invece ci sono tante persone, compresa l'amica Valentina, che vivono una vita intera a chiedersi il perché delle cose e a non accettare il moto meccanico come dato assoluto e inspiegabile. Purtroppo per voi (alludo a tutti gli "anarcoborghesi" che abitano la nostra società "civile") c'è gente che - magari sbagliando - non accetta l'impossibilità assoluta di un cambiamento radicale. Non accettiamo, noi, che l'impossibilità di cambiare sia il dato di partenza: può essere, al massimo, il risultato della prova.

Ma non ci si prova mai davvero.

Lo sfogo che avete letto qualche riga più su credo sia dovuto ad una di quelle discussioni, anche molto animate, dove politicanti di turno (che si candidano a fare il bene della collettività), abdicano in partenza al loro compito, accettando un ruolo secondario che li incastrerà nel sistema che ha già fallito. Ruolo che non permetterà nessuna crescita stabile della società, ma forse solo l'appiglio a qualche potentato politico-economico al quale piegarci a novanta gradi in cambio di un pezzo di gloria: non meritata, ma guadagnata rubandola alla naturalità del sistema sociale. Il fine non giustifica i mezzi: è una fesseria. Non è da stato di diritto. Ma d'altronde in un paese dove la regola è facilmente aggirabile e anzi, sono le istituzioni a dare il cattivo esempio, non si può parlare di stato di diritto.

S.R.

Convocato il Consiglio Comunale

Comunicato dell'Ufficio Stampa del Comune di Patti.
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Il presidente del Consiglio comunale, prof. Pietro Scardino, ha convocato in seduta ordinaria il civico consesso per martedì 16 marzo alle ore 16 presso la sala consiliare di Piazza Scaffidi.

Nella predetta riunione, in aggiunta agli argomenti non trattati nella seduta del 12 febbraio, verranno discussi i seguenti punti:

- Lettura ed approvazione verbali precedenti sedute (su richiesta del Presidente);

- Riconoscimenti debiti fuori bilancio – spese relative a contenzioso c/o il Giudice di Pace avverso verbali Polizia Municipale (su richiesta del Sindaco);

- ATO Rifiuti Me 2 – Situazione complessiva del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Mantenimento del servizio e salvaguardia dei livelli occupazionali. (su richiesta del consigliere Aquino +6);

- Villa Romana di Marina di Patti. Situazione di degrado. Iniziative da intraprendere e salvaguardia (su richiesta del consigliere Aquino +6);

- Mozione: “Consulta Giovanile Cittadine”. Istituzione (su richiesta del consigliere Bonanno +7);

- Modifica: “Il servizio idrico integrato comunale”. (su richiesta della 1^ commissione consiliare);

- Servizio di mensa per le scuole materne, primarie e secondarie di primo grado. Discussione in merito (su richiesta del consigliere Aquino +6);

- Università degli studi. Corso di Laurea in Giurisprudenza. Situazione attuale e prospettive future. Discussione in merito. (su richiesta del consigliere Aquino +6).


Redazione.

martedì 9 marzo 2010

Una casa per il futuro

A.A.A. casa per il futuro della nostra comunità cercasi.

Salve, sono il Futuro. Ho sempre vissuto a Patti e devo dire che la gradevole vita della provincia mi ha spesso reso felice. Tuttavia ho sempre sperato di essere migliore del passato ma spesso non ci sono riuscito. Ho cominciato ad avere dubbi sulla mia possibile entità quando la mia vita veniva spezzettata e spostata in strutture precarie. Ho avuto paura di non poter più crescere, ma per anni mi hanno rassicurato. Mi hanno sempre fatto ripartire da soluzioni e situazioni nuove: ma già precarie. Comunque mi sono fidato.
Purtroppo le belle speranze dei miei figli non sono mai bastate, ed oggi mi ritrovo nella situazione di poter restare a breve senza una casa. Senza più un tetto.
Il 15 marzo scade il bando con il quale, i soliti cattivi e sprovveduti, anche stavolta, si trovano a dover affrontare un problema rimandato per anni. Un problema nascosto. Coperto.
Mio padre è il Futuro della Provincia di Messina, ed è molto preoccupato per i suoi figli. I miei fratelli che vivono a Giampilieri, San Fratello, Caronia adesso mi dicono che sono loro quelli più a rischio, e che se non si agisce subito andranno incontro ad una morte certa. Ma io, che li capisco e che so quanto questo sia vero, mi domando perché i problemi debbano arrivare sempre alla loro configurazione peggiore: perché l'uomo ha bisogno delle emergenze per tornare all'azione ragionata.
Io vivo a Patti da più di 1000 anni e di emergenze ne ho dovute affrontare tante, ma ho sempre pensato che la mia casa, con le sue solide basi, dovesse essere il punto forte di una esistenza senza più emergenze. La mia casa è la scuola: la madre della conoscenza. E senza la conoscenza io non esisto: senza la conoscenza non c'è alcun futuro.
Tutte le strutture per la conoscenza secondaria di Patti non vanno certo a formare una condizione abitativa ottimale, ma mi sono sempre adattato. Una di queste strutture, che compongono la mia casa, vive la situazione peggiore di tutte sin dalla sua nascita: il liceo scientifico.
Fino al 15 marzo si cerca un'altra soluzione provvisoria: un posto con una storia sua e che quindi non sarà mai adeguato. Ma purtroppo, visto che in 40 anni gli uomini cattivi della Provincia non hanno mai investito su una casa nuova e su un futuro sicuro, adesso la necessità di non morire mi impone di sperare assieme agli uomini e di riuscire, almeno, a sopravvivere.
Io aspetto... ma se il 15 marzo resterò senza casa, non potrò più accompagnare le ambizioni di questa città. Se non la morte, una privazione d'anima.


Sebastian Recupero

sabato 6 marzo 2010

L'opposizione interroga il sindaco e la Giunta sulla mensa scolastica.

Presentata dai consiglieri di opposizione un'interrogazione sulla qualità della mensa scolastica e sul contratto di gestione ancora non sottoscritto. Gli stessi consiglieri auspicano, a breve, una discussione in sede di Consiglio.

Il testo dell'interrogazione:

INTERROGAZIONE

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

P R E M E S S O

- che con deliberazione di G.M. n. 440 del 4.12.2009 l’Amministrazione Comunale assegnava le risorse finanziarie di €. 62.400,00 per l’affidamento in appalto del servizio di mensa scolastica per le scuole materne, primarie e secondarie di primo grado per l’anno scolastico 2009/2010, mandando al Responsabile del Settore Promozione Umana di provvedere all’affidamento del servizio tramite procedura aperta mediante asta pubblica;
- che con determinazione del funzionario responsabile n. 922 dell’11.12.2009 è stato approvato il relativo bando di gara, pubblicato all’albo pretorio dal 14.12 al 29.12.2009;
- che, a seguito dell’asta pubblica, con determinazione del funzionario responsabile n. 29 del 2.2.2010 l’appalto veniva affidato, a decorrere dal 18.1.2010, ad una ditta con sede in Giarre (CT) per l’importo complessivo di €. 54.812,16 IVA inclusa;
- che, sebbene il contratto di appalto non sia stato ancora sottoscritto, la ditta aggiudicataria ha iniziato a fornire il servizio a far data dal 18.1.2010;
- che si sono riscontrate ripetute lamentele da parte dei genitori dei bambini fruitori del servizio circa la scadente qualità dei pasti forniti;
- che la buona qualità dei cibi serviti a bambini, anche di tenerissima età, è condizione indispensabile del corretto espletamento del servizio di mensa scolastica.
Premesso quanto sopra,

INTERROGANO IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE PER SAPERE

1) Per quale motivo il relativo contratto di appalto con la ditta aggiudicataria non è stato ancora sottoscritto ed in che tempi ciò avverrà;

2) Se nel citato contratto verranno espressamente previsti precisi standard qualitativi cui la ditta appaltatrice dovrà attenersi nell’espletamento del servizio nonché puntuali controlli da effettuarsi, quotidianamente, a cura del personale del Comune di Patti;

3) Quali e quante segnalazioni sono giunte agli uffici competenti circa la asserita scadente qualità dei pasti forniti ai bambini e se sono state elevate contestazioni alla ditta aggiudicataria;

4) Quali iniziative l’Amministrazione Comunale ha fin qui adottato per garantire la qualità di tali pasti e quali, eventualmente, ha intenzione di adottare in futuro;

Patti, 6.3.2010


Consiglieri Palmeri, Aquino, Bonanno, Bonsignore, Crisafulli, Di Dio Calderone e Mosca




Redazione

venerdì 5 marzo 2010

Flash news

DANNI ALLA VILLA ROMANA - La villa romana di Patti, già posta sotto sequesto dalle autorità giudiziarie, è stata nuovamente interessata dal distacco dei pannelli che compongono la sua precaria copertura. E' successo ieri notte per via del forte vento.

UNIVERSITA' A PATTI: L'Ufficio Stampa del Comune di Patti, con un recente documento, comunica che i tecnici comunali hanno messo a punto la versione definitiva dell'accordo di programma per mantenere e rafforzare la sede universitaria di giurisprudenza in Città. Pare sia stato raggiunto l'accordo sulle modalità di collaborazione finanziaria delle amministrazioni comunali invitate a partecipare e che hanno accettato. Adesso il testo attende solo la ratifica delle Giunte e la firma dei rispettivi sindaci. All'accordo di programma, oltre ai numerosi comuni, partecipano la Provincia regionale di Messina, il consorzio intercomunale Tindari-Nebrodi e la Diocesi di Patti.

Redazione

mercoledì 3 marzo 2010

Lettera di Alessando Albana al consigliere Forzano

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Alessandro Albana, membro dell'associazione "Nove Maggio" e facente parte all'epoca dell'associazione "Studenti Cittadini del Mondo", in risposta alle accuse lanciate dal consigliere Forzano in un momento di interruzione durante l'ultimo Consiglio Comunale, che ha avuto luogo il 24 Febbraio scorso.

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Caro consigliere Forzano,

le accuse da Te mosse a “mio compare” Sebastian non mi hanno lasciato indifferente, ed avendo letto un non implicito riferimento alla mia persona (il “compare” che Ti avrebbe cacciato sarebbe il sottoscritto), mi sembra opportuno rispondere a quanto da Te detto. Se non mi trovassi all’estero per motivi di studio, avrei piacere di parlare direttamente con Te di quanto accaduto in data 24 febbraio.

Ricordo bene quando Ti conobbi, durante la campagna elettorale per l’ultima tornata amministrativa. In quel periodo ebbi modo di avere un costante e pacifico scambio di vedute con Te, nonché una discreta frequentazione. Allora Ti proponevi come “volto nuovo”, personaggio innovativo e punto di riferimento dei giovani. Nonostante ciò, militavi nella squadra della continuità, la “Lista Venuto”, principale sostenitrice dell’omonimo sindaco uscente. “Cambiare dall’interno” era la Tua idea, che però non mi convinse e non Ti votai.

Nel maggio del 2008 i nostri rapporti continuavano a nutrirsi di un sereno scambio di opinioni, nonostante quanto da Te annunciato in campagna elettorale non fosse che un miraggio. Per la Giornata dell’Arte, l’associazione “Studenti Cittadini del Mondo”, di cui facevo parte, come anche “mio compare” Sebastian, ha organizzato una serie di iniziative nel centro storico proprio con l’idea di dare nuova e migliore visibilità a quella parte della nostra città. In virtù del nostro rapporto di amicizia, pensai di rivolgermi a Te per tenermi aggiornato sullo stato delle procedure burocratiche ed evitare che queste si impelagassero negli ingranaggi amministrativi.

Naturalmente eri costantemente aggiornato sullo stato dell’organizzazione, se non altro perché Ti telefonavo periodicamente per riferirTi dei nostri progressi. Con ciò intendo dire, tra le altre cose, che sapevi benissimo che il centro storico versava in condizioni non degne di un evento artistico, come sapevi bene che a pulire la cacca di gatti e colombi da terra e dai muri c’erano le ragazze e i ragazzi dell’associazione.

Andiamo al “fatto”. E’ il 10 maggio 2008, la Giornata dell’Arte è in pieno svolgimento. Nel tardo pomeriggio, in Piazza Niosi, attorniato da giovani e giovanissimi mi chiedesti perché non facessimo un esposto e non ci lamentassimo della condizione del centro storico, degli alberi non potati, eccetera. La domanda mi sembrò surreale, e probabilmente risposi con eccessivo impeto (di questo mi scuso), ma nessuno Ti cacciò o Ti invitò ad allontanarTi, né mai si sarebbe sognato di farlo. Fosti Tu ad andar via, ma non prima di aver criticato gli “amministratori di questa città”, nei quali, a quanto pare, non Ti identifichi, ma che continui a sostenere col Tuo voto in Consiglio comunale.

Ad ogni modo, caro consigliere Forzano, a distanza di due anni continuo a non capire se la questione da Te posta sia stata dettata dalla voglia di far presa sui giovani pattesi (come è stato ricordato, Tu “stai con loro”, o almeno così risulta scritto su alcuni zainetti e cappellini) o piuttosto da sprovvedutezza politica. Tu, che siedi in Consiglio comunale, che sei parte della maggioranza, che stai coi giovani, che sei attento a cosa accade nel tuo paese, nel paese che amministri, chiedi a me il “perché”? Mi pare quanto meno fuori luogo, soprattutto per un soggetto che si era proposto come personaggio nuovo e che di nuovo non ha fatto niente, se non regalare qualche cappellino ai giovani del paese. Dopo quanto detto, continuo a non cogliere cosa Ti spinga a parlare ancora di un episodio da cui non hai nulla da guadagnare, e per di più in questi termini, in seno ad un civico consesso, che dovrebbe essere luogo sì di confronto, ma anche di pacatezza ed educazione. A tal proposito, caro Forzano, Ti invito a mantenere un comportamento più sobrio in Consiglio comunale, ad evitare sfoghi e attacchi di questo genere, che non fanno onore alla Tua persona ed al paese che amministri. Ti invito inoltre a non esitare a rivolgerTi direttamente al sottoscritto se questi Ti ha creato problemi o cagionato danno.

Colgo infine l’occasione per chiederTi di spiegare pubblicamente questa Tua posizione “politica”, dissociata ma associata, nemica ma amica, contro ma a favore della maggioranza; Ti chiedo di farlo in quanto tuo dovere deontologico nei confronti dei cittadini che ti hanno votato e dei Pattesi tutti, che amministri e rappresenti.

Cordiali saluti.

Alessandro Albana…

lunedì 1 marzo 2010

Monnezza a Patti: la Giunta continua a provvedere da sé.

La Giunta comunale informa, con il comunicato n.48, che ha aggiunto altri ventiquattromila euro alla cifra già stanziata per il conferimento dei rifiuti, tramite la Gesenu, alla discarica di Motta Sant'Anastasia.
"L'intervento di pulizia sul territorio è stato determinato dall'esigenza di tutelare la salute e l'igienicità pubblica e viene attivato in danno dell'ATO ME 2, che non ha provveduto alla raccolta, al trasporto ed al conferimento dei rifiuti in discarica". [cit. comunicato n.48, Ufficio stampa del Comune di Patti].


Finita questa fase, torneremo ad essere sommersi dalla monnezza.
Non è colpa dall'Amministrazione comunale di Patti, che anzi ha fatto quel che ha potuto, ma di un sistema di cose a cui anche le giunte dei vari comuni, negli anni, hanno aderito. Assunzioni, posti di manager e dirigenti, uffici etc., con un sistema di scatole cinesi tanto accattivante quanto fuorviante e dannoso, nel quale, ai danni dei cittadini onesti e liberi, c'hanno mangiato un po' tutti. Si è speculato sulla monnezza e si specula anche sulle energie pulite: per il parco eolico di Raccuja-Montalabano-San Piero Patti ci sono 8 avvisi di garanzia. La procura indaga per presunti favoreggiamenti in aggiudicazione di appalto.
Comunque tornando all'immondizia, c'è da dire che il problema sta a monte: non si è fatto nulla per applicare nuovi sistemi di smaltimento o addirittura di diminuzione delle quantità di rifiuti prodotti. E le Ato, in questi anni, sono state incapaci di gestire il servizio.
In questa Italia per risolvere i problemi c'è bisogno di attendere che diventino emergenze.
Attendiamo allora.


Sebastian Recupero