giovedì 28 ottobre 2010

Liceo scientifico: lettera autonoma, e forse anarchica, alla mia (smarrita) società civile.

Cari lettori, e comunque lettori anche poco cari,
oggi pomeriggio ho preso parte ad un incontro tenutosi nell'aula magna del Liceo Classico di Patti.
"Il solito incontro con le solite chiacchiere sul problema del liceo scientifico", si potrebbe dire. Ma non è esatto: ho apprezzato tantissimo la presenza di tecnici, sindacalisti e precari che hanno parlato della riforma Gelmini, dei tagli di Tremonti e del valore della conoscenza. Purtroppo, a lungo si è finito per fare la solita retorica sul problema della struttura liceale, non considerando nessun punto di vista politico ma ricercando una inutile e inopportuna apoliticità. In più, e lo penso realmente, qualcuno ci ha speculato in termini di propaganda elettorale. Resta, ad ogni modo, la serietà dell'incontro che i ragazzi sono riusciti ad organizzare (e la complessità dei problemi che hanno voluto esporre), al di là del fatto che, alla fine, ci si sia appassioni solo alle contingenze, alle micro-vertenze. Questo anche perché, da un lato, siamo in campagna elettorale; dall'altro perché i genitori sono sempre un po' distaccati dai problemi reali e hanno una visione spesso incompleta del problema.
Dirò subito che la mia contrarietà a questa occupazione (per motivi ampi che spaziano dalla sociologia alla filosofia al realismo, e che non sto qui a raccontarvi) non mi ha impedito di essere al fianco degli studenti anche stavolta. Non foss'altro che le questioni sociali e politiche, e le istanze dei gruppi sociali, rappresentano il senso della mia esistenza.
Adesso però è giusto fare un discorso onesto: credo che la coscienza sociale dei ragazzi del liceo non si sia svegliata, e non sia carica di motivazioni complesse, per tutti quanti allo stesso modo. Non è motivo di cattiveria affermare che sono ben pochi quelli che capiscono fino in fondo i problemi reali. Lo dico perché io stesso, al liceo, - seppur con una progressiva presa di coscienza - sono stato, alle volte, solo un appassionato di sogni astratti o di discorsi semplicistici. Oggi sono ancora un appassionato di sogni di cambiamento e di verità...ma con una coscienza strutturata.
Ecco, possiamo accettare dunque la considerazione per la quale i ragazzi siano un po' incoscienti e che spesso le loro proteste perdano di significato; ma non possiamo accettare che sia così per i genitori, i docenti, i dirigenti scolastici.
Si, l'occupazione i ragazzi non la devono fare: infatti dovrebbero occupare gli adulti, cioè quelli che hanno tutti gli strumenti per capire! Quelli che però, in fin dei conti, non hanno mai capito che si sta rubando il futuro dei loro figli e di intere generazioni. Quindi no, nemmeno loro possono occupare.
Ma, direte, "oggi i genitori erano schierati al fianco degli studenti". Lo erano: con le parole. Purtroppo, per una vita, non lo sono stati con i fatti.
Proprio qui che il mio discorso sembra ingarbugliarsi, arriverò velocemente al nocciolo della questione.
Dell'unità dei consiglieri provinciali o dei sindaci, con la volontà di non dipendere dalla loro appartenenza politica per il raggiungimento di un obiettivo comune, non me ne frega nulla. E non me ne frega nulla perché nessun obiettivo è comune, in politica.
Questo governo nazionale, infatti, così come molti altri governi in passato, ha deciso che sull'istruzione non si deve investire, chiarendoci dunque che essa non rappresenta una priorità per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della nostra società. Per carità, una scelta politica che si argomenta in un disegno ideologico ben preciso, del tutto rispettabile. E fin qui ci siamo: non ci sono scelte oggettive.
Ora, sfortunatamente per noi, anche alla Provincia esistono i partiti: e sono grossomodo gli stessi che troviamo sullo scenario nazionale. E non so se qualcuno di voi sa che la Provincia Regionale di Messina, da oltre quarant'anni, è governata dal centro-destra, sotto varie forme e rimescolamenti.
Anche qui le scelte potrebbero non essere oggettive?

Analizziamo.
I compiti delle provincie sono essenzialmente questi: strade provinciali, strutture scolastiche, tutela ambientale... e poco altro.
Dunque: intorno all'anno 2000 o poco prima, il Consiglio Provinciale aveva stanziato, nel bilancio, i soldi necessari alla costruzione del liceo scientifico di Patti (quindi la possibilità economica c'era). Ma, senza troppe sorprese, questi soldi sono stati subito stornati e ridistribuiti su altri fronti: non mi pare che ci fossero particolari criticità e che quindi un'emergenza più grande avesse messo in condizione i consiglieri di scegliere altri investimenti.
Beh, sul fronte dell'edilizia scolastica, a parte il favore a qualche politico importante o la rispondenza a qualche logica lobbistica che ha portato al finanziamento di alcune strutture, si proceduti abbastanza male. Unica cosa fatta è stata buttare soldi nel cesso, pagando le locazioni.
Ma per fortuna queste amministrazioni provinciali monocolore hanno impedito la devastazione del territorio con un attento controllo sulla cementificazione e la messa in sicurezza delle zone a rischio idrogeologico, oltreché con la particolare cura delle arterie stradali provinciali. Oppure non basta nemmeno l'ironia, per evitare di ricordarvi ancora storie di morti e di sfollati, di attività commerciali e industriali costrette a chiudere, di aree agricole abbandonate, di cemento e di rabbia. Ma purtroppo anche di connivenza: di tutti noi.

Ad ogni modo, fino al mio ingresso sulla scena e alla partecipazione alla battaglia del liceo di Patti, soldi di provenienza provinciale ne sono stati spesi parecchi su svariati fronti: male evidentemente, se non si è stati in grado di rispondere ai pochi compiti che l'Ente detiene. Dopo di ché, il martellante problema del reperimento del denaro, è stato al centro di ogni discussione ed è diventato una cosa che sta nei fatti, quasi normale. E invece, cari amici lettori, non è normale.
Io faccio questa semplicissima lettura: o il centro-destra provinciale non crede e non ha creduto nell'importanza dell'istruzione pubblica (come il governo nazionale fa per scelta) oppure siamo di fronte a gravissima (sottolineo gravissima) incapacità amministrativa, oppure ancora si è preferito perpetuare un sistema di micro e macro assistenzialismo e clientelismo che ha fatto contenti tanti elettori, in tante situazioni. E chi se ne frega: a scuola ci vanno quelli che sono allo scuro di come funzionano le cose e che hanno scarsa influenza sociale, ai quali non si può comprare il voto in qualità di studenti. Lo si comprerà domani in qualità di disoccupati.
Ma io sono convinto che la verità comprenda tutte e tre le ipotesi: per continuare a spartirsi posti di potere e a perpetuare il loro controllo sulla popolazione si adopera il sistema clientelare distribuendo risorse economiche nel breve periodo ad alcuni soggetti o enti; questo consente di non esser giudicati in base ad un criterio di meritocrazia e quindi è facile essere rieletti anche se si è incompetenti; in fine, per questo motivo, non c'è bisogno che tutta la gente sia istruita e che le scuole siano pensate come una cosa seria. Tanto comandano i Baroni. E comanderanno anche su di noi: giovani oggi, arruolati nel sistema domani.
Tutto questo discorso è utile, a mio modesto avviso, a comprendere quale siano considerate oggi le cose davvero importanti per chi ci governa, ed in generale, per la maggioranza dei cittadini. E cioè: la detenzione del potere, l'accumulo del capitale, la sicurezza illusoria nel curare solo il proprio giardino a scapito di chi non ha la fortuna di avere santi in Paradiso, l'uovo oggi e mai la gallina domani.
Vedete, per me è impossibile fare qualsiasi discorso apoliticamente, senza ideologia. Le micro-vertenze sono figlie, come reazioni fisiche di corpi che continuamente si scontrano, delle grandi vertenze.
Oggi le grandi vertenze sono la legalità, il lavoro, l'economia sociale (cioè di tutti) e l'ambiente. Io non riesco ad immaginare ogni altro discorso, seppur piccolo, contingente o limitato ad azioni di minor respiro, slegato da queste grandi tematiche. E infatti nulla è slegato, per me.
Quello che abbiamo di fronte da sempre, e quello che abbiamo di fronte oggi guardando alla classe politica, è un disegno conservatore, capitalista (e smettetela di sbuffare davanti a questa parola, che vi sta mangiando la vita), criminale, mafioso e baronale. Questa è la verità. Solo questa.
E' un disegno di turbo-capitalismo (precarietà per molti; illegalità, egoismo, prepotenza e astuzie finanziarie poco trasparenti per pochi) perché moltissimi hanno il sogno fasullo della ricchezza economica e nessuno quello della ricchezza morale. E' un disegno di turbo-mafia perché la mafia non è esterna alla politica, ma la politica è diventata la mafia vera con la nostra complicità.
E poi la politica è divenuta il regno del potere: il potere come vera ricchezza. E' forse questo il punto principale.
Per portare avanti questo disegno, potete ben capire, che non servono buoni amministratori: serve solo gente senza scrupoli, che fa leva sulle vostre paure, sulle vostre ansie primordiali e sulla vostra vulnerabilità. Sul lavoro come sulle altre condizioni sociali precarie.
Ecco perché gli amministratori che abbiamo, e che oggi accusate di inadempienza perché vi si palesato di fronte un problema che "trascende" la vostra quotidianità (e, per altro, li accusavate anche ieri, accorgendovi sempre, per qualche giorno, degli stessi problemi di oggi) li avete rivotati e forse li rivoterete ancora.

Per il liceo scientifico di Patti dunque, al di là del nuovo bando (l'ennesimo) che ci hanno promesso, e del fatto che forse stavolta qualcosa si riuscirà a fare davvero (speriamo), resta un'unica verità: la scuola pubblica non è stata e non è ancora una priorità. E per chi ha fatto parte e fa parte del centro-destra - e che a volte rimescola le carte per non fare comprendere il peso della propria corresponsabilità e della propria colpevolezza morale o fattiva, con cambiamenti di casacche, di bandiere, di toni, o con innovazioni ideologiche (ultimante va di moda il sicilianismo e l'autonomismo) - non può, per quanto mi riguarda, fare oggi opposizione a quello che ha rappresentato per anni. Non può tirarsi fuori dal sistema che egli stesso ha contribuito a costruire e a tenere in piedi, approfittandone, di certo, in più occasioni. Non può usare toni comiziali - o toni buonisti e deideologizzati contro i toni comiziali di altri - per attribuire la responsabilità sempre ad altre persone. Il problema qui, prima che essere rappresentato dalle persone nella loro individualità e umanità, sono i sistemi politici! E pure tu, caro Cerreti, ne fai parte. E pure tu, anche se da quella opposizione di comodo e anche se dici delle cose molto giuste, caro Luigi Gullo, ne fai parte. E pure tutti gli altri.
E voi adulti, genitori, come fate a lamentarvi oggi? Di cosa vi lamentate?
Insomma c'è qualcuno che è confuso: politici che si dimenticano perché appartengono ad un partito; genitori che non sapevano di aver votato qualcuno che in realtà non la pensa come loro. Gli studenti sono spaesati. E io sono per strada, a domandarmi quand'è successo tutto ciò. E perché.
Ma sono scene già viste dai mie occhi. Ad esempio, come sull'Ato rifiuti e l'Ato idrico al Comune di Patti: l'opposizione di centrodestra contesta il Sindaco per aver accettato il regime della Tia (tariffa di Igiene Ambientale) illegittima ...e approvata con tutte il resto delle porcherie e delle spartizioni dai politici del proprio partito a livello provinciale; oppure sentir pronunciare al consigliere Aquino (Pdl) le parole "sono rammaricato per la proposta di privatizzare l'acqua fatta dal mio partito a livello nazionale". Ma a tutto c'è un perché, cristo santo! Forse solo loro non lo sanno.

Bene cari amici. Alla fine di questa storia i genitori non avranno mai protestato davvero e smetteranno di sostenere la protesta dei figli; i figli per la gioia dei genitori non occuperanno più un bel nulla e penseranno solo a studiare, che è una cosa seria; i politici continueranno a perpetuare il loro potere sui genitori, inclini a svegliarsi dal loro letargo morale solo a tratti. E qualcuno solo perché tra qualche mese si vota.
Ma che volete, la storia di questa gente è stata, prima di questo intralcio, una storia di fatti sociali e di gran travaglio: una madre, forse, un giorno, decise di costruire una veranda abusiva sulla propria terrazza per assecondare la sua voglia di casa, di cose, di spazio per accumulo e eleganza; uno di quegli uomini era innamorato dall'idea di una casa sull'argine del fiume o forse non sapeva che avrebbe costruito la sua casa su un argine di fiume; uno degli altri la voleva sul mare, la casa; uno in un cucuzzolo di montagna dove costruivano solo magazzini agricoli, chissà poi perché; un ragazzino si era truccato lo scooter; un adolescente non aveva pagato il biglietto del treno; un altro aveva preso esempio da papà e si era fatto levare una multa per divieto di sosta o parcheggio non pagato; uno studente continuava a copiare la versione di latino perché la scuola e la vita gli avevano insegnato che bisogna essere furbi e non curiosi e onesti; un papà imprenditore aveva scaricato i suoi grandi rifiuti nell'alveo di un piccolo fiume. E intanto un rumeno rubava la pensione della vecchietta: perché glielo avevano insegnato gli italiani come si fa e che si può fare, in Italia. E perché come gli altri italiani che rubano, essi sono fuori dalla società: espulsi dal capitalismo e dalle sue contraddizioni. E forse salvi.
Un sistema universale di mafiosi: il sistema NOI.
E fanculo dignità del lavoro, fanculo libertà, fanculo morale cattolica, fanculo sviluppo sostenibile, fanculo progresso, fanculo tutto.
Fanculo pure alle tragedie annunciate e ai morti; all'eolico, che da fonte di energia rinnovabile diventa fonte rinnovata di corruzione; alla raccolta differenziata o alla riduzione del peso dei rifiuti che muore nelle discariche ancora rinnovate; fanculo ai ricercatori e ai precari; agli studenti universitari senza raccomandazione che faranno i camerieri; fanculo a tutti i disoccupati; fanculo ai giovani; fanculo agli anziani.

Oppure no.


Io non venderò mai il mio voto. E non venderò mai la mia dignità di uomo.


Sebastian Recupero

venerdì 15 ottobre 2010

Patti: nasce il Circolo dei Nebrodi di Sinistra Ecologia e Libertà

Pubblichiamo la versione integrale del comunicato stampa:
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E’ nato, ufficialmente il 3 ottobre scorso a Patti, il Circolo dei Nebrodi di Sinistra Ecologia e Libertà intitolato a Pier Paolo Pasolini. Il movimento politico che da più di un anno e mezzo opera su tutto il territorio nazionale, e di cui è portavoce il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si da ora la forma del partito: il 22, 23 e 24 ottobre a Firenze, infatti, si terrà il Congresso fondativo al quale prenderà parte anche un rappresentate del Circolo Nebrodi.
Il referente del circolo, almeno per il primo periodo, sarà Sebastian Recupero; mentre al Coordinamento provinciale – durante il Congresso tenutosi a Messina l’8 ottobre - sono stati eletti Donata Ingrillì (già sindaco di Mirto), Sara Marino Merlo, Emanuele Marchese, Francesco Mastrolembo.
Il Circolo dei Nebrodi nasce come laboratorio politico permanente per radicare sul territorio la linea programmatica del partito e declinarla, in particolar modo, su quelle che sono le sfaccettature e le tematiche locali, senza per questo rinunciare ad affrontare e interpretare temi di più largo respiro.
Le ragioni della nostra scelta e il coinvolgimento nel nostro circolo di un’ampia maggioranza di giovani e giovanissimi (circa l’80 % degli iscritti, al 25 settembre, sono sotto i 30 anni), sono da ricercare nella necessità di un cambiamento reale della politica e nel fallimento del sistema partitico-clientelare attuale. Anche l’allontanamento dalle ideologie del Novecento, che, invece di gettare le basi per un nuovo discorso di riforma del quadro sociale e di riorientamento delle abitudini del cittadino globale ha lasciato spazio alle dannose anime populiste da una parte, e neoliberiste dall’altra, ci impone oggi di ricercare con forza la strada della sinistra, dell’ecologia e della libertà partendo da chi ancora possiede dei sentimenti buoni e delle “energie pulite”.
Ci ispira la necessità di porre un argine al disfacimento del senso democratico, alla privazione della dignità d’ogni cittadino, legata al voto di scambio, diretto e indiretto, e alla ricerca del consenso di una casta di politici che non hanno come obiettivo la trasformazione della realtà sociale – che ammetta anche la loro scomparsa – ma semplicemente il mantenimento dello stato attuale delle cose. In questo senso leggiamo negativamente la nascita di nuovi partiti che hanno una confusa vocazione identitaria a difesa delle ragioni della Sicilia, oppure il moderatismo di movimenti che si staccano da partiti già esistenti e che sono unicamente tesi alla difesa di posti di potere: pensiamo alle varie costole staccatosi da già ambiguo MPA, come il nuovo movimento di Cateno De Luca, oppure il Pid (Popolari per l’Italia di Domani) del condannato per favoreggiamento semplice ad esponenti della criminalità organizzata, Salvatore Cuffaro, e di Calogero Mannino. Essi rappresentano chiaramente ciò che noi non vogliamo essere: lottizzatori della democrazia, perpetuatori di una politica vecchia e dannosa.
La Sicilia, e la Provincia di Messina, rappresentano l’emblema di quanto la democrazia sia stata abbattuta dal linguaggio e dalla metodologia baronale: fenomeni come l’assistenzialismo e, peggio, come il clientelismo, hanno impedito il progresso di un’intera civiltà, tenendoci ancorati ad uno status quo che ha permesso il controllo più marcato del territorio da parte degli uomini di potere. E ogni qualvolta che si è provato a fare qualcosa di innovativo che indirizzasse il nostro sviluppo sociale verso direzioni nuove - come il caso degli impianti eolici in Sicilia, e in particolar modo sui Nebrodi - quel sistema corrotto e scollato dalla logica della democrazia come unico strumento che ci possiamo dare per fare davvero il bene di tutti, ha, ancora una volta, permesso un misero fallimento. Un fallimento della politica e della società che permette tutto ciò.
La nostra attenzione sarà rivolta verso tutti gli ambiti dell'organizzazione sociale, attraverso il perseguimento di nuovi modelli di sviluppo in senso sostenibile, ponendo al centro, in maniera assoluta, il diritto al lavoro e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, messa a repentaglio dal sistema economico e finanziario globale, dalla precarietà, e da certe politiche di prepotenza.
Nei prossimi mesi il nostro Circolo proporrà dibattiti pubblici con modalità di partecipazione innovative, che richiederanno un contributo serio a tutti i cittadini, su tutto il territorio dei Nebrodi. Nel frattempo auspichiamo una libera adesione a SEL da parte di moltissimi altri giovani e meno giovani che vogliono contribuire davvero, nel quadro dell’abolizione della vecchia politica e dei vecchi metodi.

Sinistra Ecologia e Libertà - Circolo dei Nebrodi "Pier Paolo Pasolini"


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da Redazione

venerdì 24 settembre 2010

Cine Teatro comunale: associazioni fiduciose dopo l'incontro tra le parti

E' un generale clima di fiducia, accompagnato da una composta soddisfazione, quello che si è potuto percepire oggi all'uscita del Palazzo comunale, dopo l'incontro tra le associazioni, il regista Massimo Piparo e l'amministrazione comunale di Patti.
La lunga e partecipata discussione, con un Piparo interessato e sincero, ha avuto come esito primario quello di far assorbire all'amministrazione comunale l'idea di una svolta qualitativa nella gestione del teatro e delle arti nel nostro comune. Idea che sfocerà, ormai certamente, nell'impegno della Giunta comunale di organizzare - tramite una consulta delle arti e la consulenza (non più direzione artistica) di un esperto come Massimo Romeo Piparo, una stagione teatrale non affidata ai privati ( di responsabilità collettiva, se così si può dire) che unisca i prodotti delle compagnie pattesi ad alcuni spettacoli di risonanza maggiore, che le associazioni vogliono fissare in un numero minimo di 3. Per fare questo è necessario un impegno di spesa del Comune e la partecipazione attiva delle associazioni nella gestione dello "sbigliettamento" e degli abbonamenti relativi a tutti gli spettacoli offerti. Con molta approssimazione, il Comune dovrebbe impegnare (per poi recuperare in parte o del tutto) una somma minima di 20mila euro per l'acquisto degli spettacoli e le spese necessarie. Su questo pare si possa trovare un'intesa tra le parti. E ci si sta lavorando.

Un altro canale della discussione, solo in parte staccato da quanto detto fin ora, è quello del bando di affidamento del Cine Teatro e di tutto ciò che concerne la gestione della struttura pubblica di via Trieste.
Nel bando dovranno essere assorbiti - secondo gli auspici delle associazioni - le indicazioni presentate in seno alla nota proposta e cioè il cosiddetto "tariffario" (per l'utilizzo da parte dei cittadini della struttura in questione), la compilazione di un inventario pubblico della strumentazione e degli arredi, e l'aumento delle giornate concesse a titolo gratuito e con patrocinio.
Ancora da definire invece sono due questioni fondamentali. Innanzitutto scegliere se affidare ai privati solo la stagione cinematografica o se, lasciare loro la possibilità, nell'ambito delle nuove condizioni previste dal bando, di poter realizzare altri eventi, anche teatrali.
In secondo luogo decidere se sia il caso di mettere mano al portafogli per una ristrutturazione del Cine Teatro prima dell'avvio delle nuove attività.
La prima questione è molto più complessa di quanto non appaia: probabilmente si dovrà scegliere se oggetto dell'affidamento a privati, quindi del bando, è la struttura o la stagione cinematografica. Le due cose hanno connotati radicalmente differenti: nel primo caso, seppur con tutti i vincoli che verranno previsti, la struttura è legalmente affidata ad un terzo e quindi alcune competenze dovranno esser regolate con moltissima attenzione onde evitare interpretazioni non univoche e problemi legali; nel secondo caso, invece, è il Comune che resta gestore della propria struttura e che discerne il momento cinematografico da quello teatrale affidandoli rispettivamente ad un privato con determinati requisiti e a una consulta delle arti, cioè a un organo di cui si dota l'amministrazione comunale. Durante la riunione di stamane, di tutto ciò non si è discusso; mentre è stato argomento di dibattito la questione della manutenzione straordinaria del Cine teatro: il Sindaco, Pippo Venuto, ha fatto intendere che l'amministrazione sarebbe orientata a impegnarsi nei lavori di risistemazione dello stabile solo ad affidamento completato, facendo intravedere, anche in questa occasione, l'intenzione di trovare un vero e proprio gestore della struttura. Con esso, successivamente, accordarsi per la manutenzione.
Tutti questi argomenti saranno oggetto dei prossimi incontri: l'amministrazione, gli assessori e i responsabili di settore si sono impegnati a coinvolgere le associazioni, già dalla prossima settimana, nella fase di preparazione del bando di gara.

Ma si ricordino una cosa: non è solo una questione formale o amministrativa, ci sono in ballo scelte ideologiche ben precise.


Sebastian Recupero

Cine Teatro comunale: le associazioni incontrano l'Amministrazione comunale e Massimo Piparo

Si terrà stamattina a Palazzo delle Aquile, alle ore 11.00, il tanto atteso incontro tra le associazioni riunitesi nel cosiddetto Forum, i rappresentanti dell'Amministrazione comunale e il direttore artistico di "Arte a Tindari" , Massimo Piparo.
Da mesi, oramai, alcune associazioni di promozione sociale e le compagnie teatrali pattesi stanno lavorando a una proposta per la nuova gestione del Cine teatro comunale di Patti, dopo le polemiche, anche aspre, che sono nate la scorsa primavera. Questa proposta, secondo i promotori, è tesa a cancellare definitivamente le incertezze, le possibili approssimazioni e, non da meno, i possibili abusi relativi all'utilizzo della struttura pubblica in oggetto (con l'introduzione del "tariffario" e di una nuova distribuzione delle concessioni d'uso) ma soprattutto ha il fine di introdurre una vera e propria novità: la gestione pubblica della stagione teatrale.
L'idea ultima è quella di eliminare dal bando di gestione (a privati), la parte relativa alle attività teatrali e/o artistiche e/o ricreative o culturali d'ogni genere, concedendo al nuovo gestore solo competenze cinematografiche. Il fine di questa operazione, vero spirito della proposta intera, è quello di ridare a Patti una stagione teatrale di buon livello, grazie al coinvolgimento di un direttore artistico nominato dall'amministrazione comunale e di una " consulta delle arti" composta dai rappresentanti delle compagnie teatrali pattesi.
Sembrano ancora da risolvere alcuni dubbi, ma sia le associazioni che l'amministrazione che il Consiglio comunale si dicono fiduciosi e convinti della bontà di questa proposta.


Sebastian Recupero

domenica 5 settembre 2010

Cine Teatro comunale: le associazioni riunitesi in un forum spingono per la nuova proposta

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del cosiddetto "Forum delle associazioni", più propriamente del forum di quel gruppo di associazioni che da giugno stanno elaborando una proposta per la nuova gestione del Cine Teatro comunale di Patti.
Il comunicato stampa, che anticipa la seduta del Consiglio comunale delle 16.30 di questo pomeriggio (rinviata dalla convocazione di agosto per l'assenza di numerosissimi consiglieri comunali), punta a fare chiarezza sul lavoro svolto dalle associazioni con l'intenzione di rendere l'intera cittadinanza partecipe di un moto di cambiamento della vita socio-culturale pattese.

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Testo del comunicato:

UN PO’ DI CHIAREZZA

Oggi pomeriggio (6 settembre 2010) si riunisce il consiglio comunale. Tra i punti all’ordine del giorno, la gestione del cine-teatro comunale. Durante il consiglio verrà probabilmente discussa una proposta in merito che non è quella del Forum delle Associazioni. Tale Forum, costituitosi a maggio proprio per cercare di trovare una soluzione a quello che è diventato un nodo rilevante per il futuro della nostra città, ha lavorato nel rispetto reciproco e nella trasparenza anche e soprattutto nei confronti della cittadinanza. Dimostrazione di ciò sono stati i comunicati che hanno trovato spazio nei quotidiani pattesi, volti a rendere tutti partecipi di una vicenda che ha fatto molto discutere.
La nostra proposta, quella del Forum- costituito dalle associazioni PattiSana, Nuovi Teatri, NoveMaggio, Sinafia, Compagnia teatrale Il Sipario, Contempodanza, Officina delle Idee, Antonello Ventincentre- nasce da un principio molto chiaro e semplice: la necessità che l’amministrazione comunale riprenda in mano l’indirizzo della cultura della nostra città. Proprio per questo si chiede all’amministrazione di gestire il cartellone teatrale del cine-teatro, attraverso la nomina di un direttore artistico che garantisca la qualità degli spettacoli. Contestualmente, la proposta prevede che venga dato spazio alle compagnie teatrali ed associazioni artistiche locali.
Il direttore artistico, inoltre, dovrebbe essere coadiuvato da una Consulta delle Arti, composta da alcuni membri delle associazioni pattesi. Da questa collaborazione potrebbe nuovamente prendere vita una stagione teatrale invernale di richiamo per tutto il territorio. Dopo l’invito rivolto alla Giunta Comunale, Il Forum ha incontrato l’amministrazione per discutere la proposta e la possibilità della nomina di Massimo Piparo, già direttore artistico del cartellone Tindari Estate. Ciò potrebbe favorire un’opportuna organicità dell’offerta artistica nei suoi due momenti, invernale ed estivo.
In questa occasione, è stato concordato un incontro a tre amministrazione – Piparo – Forum, che è stato fissato per il 15 settembre.
Il Forum ha ritenuto opportuno ribadire, in questa sede, alcuni dei punti principali della proposta con l’unico scopo di fare chiarezza nell’interesse preminente dei cittadini e della crescita culturale, civile e sociale della nostra città.
Ribadiamo la disponibilità al dialogo, a critiche e miglioramenti in merito alla proposta, da qualunque parte essi provengano.
Infine, chiunque volesse prendere visione della proposta può mettersi in contatto con una delle associazioni o compagnie teatrali che fanno parte del Forum.


Il Forum delle Associazioni

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La Redazione

venerdì 27 agosto 2010

Ospedale Barone Romeo: Lettera aperta del Gruppo Progetto Patti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Gruppo "Progetto Patti", in merito ad alcuni disservizi dell'Ospedale Barone Romeo.



LETTERA APERTA

A S.E. il Prefetto di Messina(Sede)

All’Assessore Regionale alla Sanità(Sede)

Al sig. Sindaco del Comune di Patti(Sede)


L’estate 2010 volge al termine, i lavori di adeguamento della pista di elisoccorso realizzata presso l’Ospedale Barone Romeo di Patti sono stati completati da molto tempo, ma come sempre, la burocrazia riesce a dilatare i tempi di consegna dell’opera in danno alla cittadinanza ed all’intero distretto sanitario.
Poiché trattasi di un servizio essenziale di pronto intervento, atto a salvare vite umane, ci si chiede come sia possibile che il servizio non sia ancora stato attivato a causa, a quanto pare, della mancata effettuazione del collaudo dell’opera da parte dell’ENAC.
Tra l’altro, l’attivazione del servizio notturno dell’elisoccorso, renderebbe perfettamente operativi anche altri servizi essenziali legati ai reparti di cardiologia, chirurgia ed emodinamica etc. etc..
Inoltre, risulta ai sottoscritti, che anche in relazione al servizio di Pronto Soccorso del medesimo presidio ospedaliero, si siano verificate ulteriori ed inspiegabili disfunzioni.
Infatti, il reparto di P.S. è stato oggetto di lavori di ammodernamento ed ampliamento, che hanno reso più funzionale lo stesso dotandolo, pure, dei necessari posti letto di ospedalizzazione breve.
Ma nonostante i lavori siano stati da tempo completati, la nuova struttura non è stata riaperta perché, pare, manca parte del necessario arredo.
Attesa la gravità dei fatti e la necessità di una celere soluzione positiva delle vicende, si chiede che il Prefetto, il Sindaco di Patti e l’Assessore Regionale, si attivino per quanto di competenza, al fine di sollecitare gli Enti preposti, nel primo caso, ad effettuare nel più breve tempo possibile il predetto collaudo e permettere l’attivazione del servizio notturno di elisoccorso, nonché, in relazione alla seconda vicenda, la riapertura del Pronto Soccorso nei locali preposti ed idonei, oggetto dei lavori di ammodernamento già effettuati, dotandoli della necessaria attrezzatura ed arredo.

Patti, lì 24/08/2010


Il Consigliere Comunale di Patti
Nicola Molica

Il responsabile del gruppo “Progetto Patti”
Renato Di Blasi


Redazione.

giovedì 12 agosto 2010

Se Patti potesse cambiare.

Se Patti potesse cambiare, innanzitutto, dovrebbe divenire una città di gente rispettosa. Soprattutto per l'intelligenza altrui.
E una città di gente libera.
Se Patti potesse cambiare dovrebbe fregarsene di essere l'unica città con gente che ha deciso di cambiare. Davvero.
Dovrebbe non aver paura.

Una riflessione semplicissima per riprendere confidenza con tutti quei lettori che in questi mesi di buio di "Patti Libera Blog" si saranno domandati il perché non ci fosse improvvisamente più niente da dire. Forse si sono anche un po' dispiaciuti...che non avessimo nulla da dire.
In realtà di cose da dire ce ne sarebbero state parecchie: il nostro problema (il problema di questo blog) è che è gestito grossomodo da due o tre persone, incluso il sottoscritto.
Queste persone da maggio si sono dedicate a tutte quelle cose pratiche che in fin dei conti fanno da una vita: organizzare eventi culturali e ricreativi. Mettiamoci in mezzo anche il lavoro, che d'estate occupa un po' tutti noi ragazzi squattrinati e forse, anti-borghesi (forse realmente pochi), ed il gioco è fatto.
Detto ciò come premessa, per scusarmi di questa assenza prolungata, ho colto solo stasera l'occasione per riprendere il mio racconto delle cose. E delle anime.
Ad esempio le anime di quei poveri cristi che invece, in questi mesi, non si sono fermati, e che hanno continuato le loro battaglie. Beati loro.
Inutile dire che voglio ancora parlare del cine-teatro, anche perché devo qualcosa alla caparbietà e alla tenacia di Michelangelo Zanghì che, si dica quel che si vuole, ha fatto emergere il vero volto della politica pattese. Devo tanto a lui. Dobbiamo tanto a lui.
Di mio, ho già detto di quanto sia contrario ai protagonismi, alle battaglie che nascono nei fatti contingenti e agli stereotipi. Però il pericolo di vedere queste cose che disprezzo mi pare non ci sia stato e non ci sarà. E poi...chi denuncia qualcosa diventa sempre, vuoi o non vuoi, il protagonista di una storia. Purtroppo è una brutta storia.
Martedì (due giorni fa) doveva tenersi una seduta del Consiglio Comunale (già rinviato il lunedì, per mancato raggiungimento del numero legale) nella quale si doveva discutere, tra l'altro, del nuovo bando per l'affidamento del cine-teatro comunale. Ebbene anche stavolta un rinvio. Gravissimo.
All'appello non si è presentato nessun consigliere di maggioranza, escluso Nino Gigante, che però sappiamo non essere molto contiguo alla banda Gullo-Venuto. Mancavano, altresì, il Presidente del Consiglio, Pietro Scardino e il Segretario comunale, dott. Ribaudo. Il vice sindaco, Cisco Gullo, da par suo, ha fatto pervenire una lettera alla Presidenza, letta dal presidente di turno, Mauro Aquino, nella quale si informava il Civico Consesso di gravosi impegni di lavoro che avrebbero impedito la propria presenza in seduta consiliare fino al 5 settembre. Purtroppo per lui il vizietto di starsene a zonzo per la città - a fare politica 365 giorni l'anno come molta gente dice tessendone le lodi o prendendolo a modello come uomo molto astuto - lo ha esposto alla rabbia di alcuni cittadini. Che ovviamente si sentono presi per i fondelli e che ovviamente cominciano a pensare a Patti come un paese un po' mafioso. Non so se è così: di certo Patti è governata da gente irrispettosa per l'etica della politica, per la democrazia, per i cittadini.
Ora, siccome a settembre diviene necessario presentare il nuovo bando di gara per l'affidamento del cine-teatro, in quanto, come ha già scritto Michelangelo Zanghì, proprio in quel mese dovrebbe ricominciare la stagione cinematografica e teatrale, l'assenza dei consiglieri comunali di maggioranza può voler dire solo che c'è un interesse specifico nel non trattare, oggi, questa delicata questione. Perché ovviamente non osiamo nemmeno immaginare che le assenze siano dovute al menefreghismo. In quest'ultimo caso, la cosa mi preoccupa doppiamente: non solo non si è ancora riusciti a trovare una soluzione e nemmeno a pensarla, ma, soprattutto, non gliene frega nulla a nessuno.
Non credo, in effetti, che sia così. Credo solo che non ci sia la volontà di non toccare certi tasti dolenti.
Ad ogni modo, anche se uno dei due casi è più grave dell'altro, ce n'è abbastanza per rendersi conto che non abbiamo dei consiglieri comunali normali. Ma badate non sono solo quelli di maggioranza ad essere così indegni, bensì quasi l'interezza del Consiglio. Questo lo dico per scansare l'idea che a Patti ci sia una qualche politica condotta decentemente, e per ricordare l'opportunismo di può vivere una opposizione.
Ad ogni modo non è questo che c'importa adesso.
Ci importa capire che ci stanno lasciando ad un triste destino: a settembre ci troveremo davanti ad un bando di gara preparato nuovamente in fretta e furia, oppure di fronte alla necessità di costruire un percorso nuovo, però con gravissimo ritardo. Bene che vada, quest'ultima ipotesi ci porterà a far cominciare la stagione a novembre.
Il ritardo nel predisporre il nuovo bando e la necessità di non tardare troppo - istanze che devono incontrasi - gioca inevitabilmente a favore del "pluriprorogato" Musarra, il quale, tra le altre cose, sarebbe l'unico a poter ricominciare subito. Ma questa è certamente una banalità (?).
Bene, dovrebbero semplicemente spiegarci perché si assentano e perché rinviano la discussione al mese prossimo. Se non lo faranno, si prendano anche gli insulti di chi, giustamente, vorrebbe vivere in un paese civile.
Eppure, in questi mesi, anche il sottoscritto ha lavorato, seppur poco, ad una possibile soluzione per il nuovo affidamento del cine-teatro. Sto parlando della proposta del cosiddetto "Forum delle associazioni" che da giugno si riunisce per discutere nuove opportunità e modalità di gestione della struttura pubblica in oggetto e della stagione teatrale, che, nello specifico, rimarrebbe di controllo pubblico sotto la responsabilità dell'amministrazione comunale. Ma la proposta non è ancora stata attenzionata da chi di dovere...ed anche in questo caso si sono verificati dei ritardi.
Siccome lo spirito che ci ha mossi - parlo in veste di componete di qualche associazione pattese - è stato quello di costruire e non solo di distruggere (che probabilmente, secondo il mio modestissimo parere, si deve continuare a fare), è nell'interesse di tutti che chiedo di cominciare almeno a parlare della questione partendo da quella umile bozza che il Forum ha prparato.
E' atteso per questi giorni l'incontro con il direttore artistico della stagione di "Arte a Tindari", Massimo Piparo, il quale dovrebbe dare un suo parere sulla proposta. Ma al momento sembra essere tutto troppo vago.

Concludo invitadovi a continuare a leggere questo blog, se vi va. Tra qualche giorno, settimana, faremo una serie di altri discorsi...ad esempio sull'estate che sta per scivolare via.
Mi sia concesso solo di ricordare una frase che usano dire alcuni miei amici: "bisognerebbe votare ogni anno".

Ecco, teniamolo a mente...sapendo, per altro, che alle volte non basta spendere dei soldi e mettere in campo spettacoli di qualità - a qualche mese dalle elezioni amministrative - per fare bene alla propria città. Come qualcuno avrà notato.
Siccome a tutto ciò ci sarà un motivo, ci aggiorniamo a prestissimo per scoprirlo. :-)


Se Patti potesse cambiare...sarebbe dura abituarsi alla libertà, educarsi all'amore per il prossimo e per la bellezza. Sarebbe difficile costruire.
Ma sarebbe bellissimo un sorriso sincero, una sedia per riposare dopo una lunga giornata di sole...di duro lavoro. Sarebbe bello sentirsi vivi e sentire la stanchezza...odorare di libertà.
Mai più un voto venduto. Mai più la fiducia ai parenti vicini e lontani. Mai più il disinteresse.

Patti può cambiare.